30/06/2016 - 15:00

Mari italiani messi in pericolo da plastica ed erosione costiera

Dal Rapporto Ambiente Italia 2016 curato da Legambiente emerge un fatto preoccupante: il maggiore fenomeno di inquinamento del mare è dato dalla quantità di rifiuti presenti e in particolare il quantitivo esagerato di plastica galleggiante.
Dal rapporto Ambiente Italia 2016, curato da Legambiente e edito da Edizioni Ambiente emerge una situazione critica delle coste italiane dove i settemila chilometri di coste sono messi a rischio da fattori quali cemento, erosione scarichi irregolari e rifiuti abbandonati. Basti pensare che oltre il 51% dei litorali italiani è stato alterato da costruzioni, case e palazzi. Si stima che 8 chilometri all'anno sono stati trasformati da palazzi, alberghi e ville. Purtoppo la percentuale è destinata a crescere. L'erosione costiera è il fenomeno più allarmante e colpisce più di un terzo del litorale italiano legato alle conseguenze di urbanizzazioni in posti spesso a rischio dissesto.

Gli enti locali hanno cercato di risolvere il problema attraverso l'installazione di scogliere artificiali ma queste ultime non permettono ricambio idrico e sedimentazione delle sabbie e sono responsabili dell' abbassamento dei fondali e della creazione di pericolose correnti.

Il 45% dei prelievi realizzati da Goletta Verde è risultato inquinato, mentre la plastica continua a far da padrona colonizzando spiagge e fondali marini indebolendo tutto l'ecosistema. Tra le regioni, la Sicilia ha il primato assoluto di km di costa urbanizzata (350 km), seguita da Calabria e Puglia; la Sardegna è invece la regione più virtuosa per la quantità di paesaggi naturali e agricoli integri e non ancora urbanizzati.
Marilisa Romagno
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