01/01/2013 - 01:00

Mare Monstrum 2010: il dossier di Legambiente sulla salute del Mediterraneo

L'edizione 2010 del dossier è stata presentata questa mattina a Venezia, in occasione della partenza della Goletta Verde, la storica campagna di monitoraggio delle acque marine di Legambiente.
Dai dati emerge che i mali "endemici" di cui soffre il nostro mare sono: una cattiva depurazione, l'inquinamento e la cementificazione abusiva.
Rispetto all'anno precedente, infatti, crescono l'abusivismo edilizio (7,6%), l'inquinamento derivante da scarichi fognari illegali, la cattiva depurazione e l'inquinamento da idrocarburi (45%).
Aumentano anche i sequestri (46,2%) passando dai 4.049 del 2008 ai 5.920 del 2009.
Diminuiscono, invece, del 40% circa i reati accertati fra la costa e il mare, 8.937 infrazioni nel 2009 a fronte delle 14.544 del 2008; significativo, a questo proposito, il recente calo dei controlli effettuati dalle Capitanerie di porto (618.126 nel 2008 contro 529.700 nel 2009) a causa della riduzione di risorse economiche destinate alle attività investigative e repressive che ha penalizzato i controlli in mare.

In testa nella classifica delle illegalità la Campania, con 1.514 infrazioni, seguita dalla Puglia con 1.338 infrazioni, dalla Sicilia con 1.267 infrazioni e dalla Calabria con 1.160 infrazioni.  
"Le emergenze del settore non accennano a risolversi e si consolidano anzi vere e proprie sacche di illegalità sempre più difficili da svuotare. A fronte di una riduzione generale dei reati ambientali ai danni del mare nostrum, crescono quest'anno - ha commentato il vice presidente di Legambiente Sebastiano Venneri - gli illeciti nel settore dell'inquinamento e quelli relativi al cemento sulle coste, con una spiccata predilezione per le aree di pregio e le isole minori. Sorgono anche nuove minacce: gli effetti del riscaldamento globale, le centrali nucleari, il traffico delle petroliere, le navi dei veleni, ma soprattutto le trivellazioni off-shore e il rischio petrolio. Il Mediterraneo è un mare piccolo e chiuso, dove una marea nera comporterebbe danni incalcolabili. Tanto per dare un'idea, la macchia che ha invaso il golfo del Messico alle nostre latitudini coprirebbe l'Adriatico da Trieste al Gargano".
Il mattone illegale continua ad essere una nostra piaga: se al nord si amplia illegalmente, al centro e soprattutto al sud si costruisce ex novo, dalle villette singole fino ad interi complessi turistici e residence di lusso.

Sul fronte degli scarichi civili non depurati i numeri sono alquanto imbarazzanti se si considera che stiamo parlando del settimo Paese più industrializzato al mondo: il 30% degli italiani - pari a 18 milioni di cittadini - non è servito da un impianto di depurazione, mentre il 15% non ha a disposizione una rete di fognatura dove scaricare i propri reflui.
Per quanto riguarda le fognature, solo la Lombardia supera il 90% di copertura della popolazione, fanalino di coda la Sardegna e la Liguria con il 75%.
Le 15 regioni costiere sono tutte sotto il 90%.
Ma i problemi principali riguardano il servizio di depurazione, soprattutto in Sicilia dove 2,3 milioni di persone (il 54% del totale) riversano i propri scarichi non depurati nel mare; segue la Campania dove il servizio copre solo il 67% della popolazione lasciando scoperti quasi 2 milioni di cittadini, poi il Lazio e la Toscana, con circa 1,4 milioni (il 38% del totale) di persone scoperte.

Tra le novità di quest'anno, anche la minaccia di nuove trivellazioni nel mare italiano: molte, infatti, sono le società energetiche che hanno richiesto, e in alcuni casi ottenuto, permessi per un'estensione di circa 39mila kmq dislocati in 76 aree, in zone coniderate sensibili per i propri ecosistemi fragili e preziosi da tutelare.
I luoghi più interessati dalle attività di ricerca di petrolio sono la costa tra le Marche e l'Abruzzo (3 permessi di ricerca), il tratto di costa pugliese soprattutto tra Bari e Brindisi (2), il golfo di Taranto e il canale di Sicilia (12).
Ma i tratti di mare che rischiano l'arrivo di "trivella selvaggia" e piattaforme nei prossimi anni potrebbero essere molti di più: dal 2008 ad oggi infatti sono state presentate altre 41 domande per 23.408 Kmq.
Lisa Zillio
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