17/10/2017 - 10:04

Life Clean Up: Università UCAM e Università di Bari per la depurazione delle acque reflue da farmaci e pesticidi

L'Università spagnola UCAM e l'Università di Bari insieme per la sostenibilità ambientale.
Al via Life Clean Up: un progetto per depurare le acque residuali da farmaci e pesticidi.

L’Università Cattolica di Murcia - UCAM - in Spagna, l'Università di Bari "Aldo Moro" e il Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto per i Processi Chimico Fisici, ed altri partner Internazionali, lavoreranno allo sviluppo di un metodo per eliminare residui di prodotti quali pesticidi, farmaci o detergenti, che sfuggono al trattamento tradizionale delle acque reflue.
Al via Life Clean Up: un progetto per depurare le acque residuali da farmaci e pesticidi.
Il progetto si chiama Life Clean Up, ed è stato presentato lo scorso 9 ottobre 2017 presso l’Università UCAM in Spagna

Il vice-rettore dell' UCAM, Estrella Núñez, con il consigliere dell'occupazione, dell’università e dell'impresa della regione spagnola di Murcia, Juan Hernández, ha spiegato l'importanza di questa ricerca per cui saranno stanziati 1.492.512 euro con l’obiettivo di ottimizzare la pulizia delle acque reflue

Questa ricerca mette in evidenza l'importanza della connessione tra università e aziende, nonché della collaborazione internazionale per realizzare grandi progetti che porteranno notevole beneficio alla società.

L'elenco degli inquinanti che si possono trovare nell'ambiente (acqua o suolo) sta aumentando. 
Molti di essi sono derivati da prodotti quotidiani come antibiotici, ormoni o cure personali e trattamenti igienici, la cui presenza può causare effetti negativi sulla salute umana, anche a basse concentrazioni.

Fino ad oggi, sono stati utilizzati diversi trattamenti per eliminare questi inquinanti, ma esistono varie limitazioni, come ad esempio i costi elevati, le scarse prestazioni o la trasformazione di alcuni composti in altri potenzialmente più pericolosi.

L'Unione europea, attraverso la convocatoria LIFE co-finanzierà, con 1,5 milioni di euro, lo sviluppo di un progetto di ricerca guidato dall'Università Cattolica di Murcia, che metterà a punto una tecnologia efficiente e sostenibile per consentire di ottenere acqua purificata da questo tipo di contaminanti.

Per 36 mesi, l'Università Cattolica di Murcia, i ricercatori dell'Università di Bari "Aldo Moro" e il centro di ricerca italiano “Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto per i Processi Chimico Fisici” ed altri partner come Hidrogea, Hidrotec, Regenera Levante, il Centro Tecnico Nazionale Spagnolo per le Conserve e l'Alimentazione, si occuperanno dello sviluppo di un nuovo metodo per il trattamento dell'acqua ottenuta dagli impianti delle acque reflue, per eliminare questi inquinanti resistenti ai trattamenti convenzionali.

Il nuovo sistema da sviluppare in questo progetto comprenderà la filtrazione dell'acqua attraverso un polimero di ciclodestrine, dove rimarranno intrappolati i resti di sostanze tossiche, che verranno poi trattate con un processo di ossidazione avanzata. Tutto questo viene fatto senza generare sprechi e applicando il principio di "efficienza eco-energetica", poiché l'energia necessaria per eseguire il processo sarà ottenuta da fonti energetiche rinnovabili.

José Antonio Gabaldón, uno dei ricercatori, ritiene che "questo progetto è di grande interesse per la comunità scientifica e tecnica perché permette lo sviluppo di una tecnologia innovativa che consentirà la rimozione di inquinanti nell’acqua trattata, con un chiaro beneficio per la salute e l'ambiente". 

Il ricercatore ritiene, inoltre, che il progetto, a livello imprenditoriale, offra nuove tecnologie di trattamento delle acque con molte opportunità di business per le aziende per aumentare la loro strategia di mercato a livello nazionale ed internazionale.
Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

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