Ma come funziona? Le regole sono semplicissime: basta
leggere la storia fin dove è stata scritta,
continuare il romanzo con poche righe e lasciare spazio ad un altro aspirante "scrittore".
Il progetto è ideato da
Roberto Secci, libero professionista in comunicazione ambientale e responsabile ufficio stampa, e realizzato con la collaborazione di
Eleonora Galbiati, web marketing specialist.
Un genere letterario in
divenire, quindi, dove i
protagonisti sono proprio gli utenti/scrittori sparsi nella rete.
Alcuni
dati: al momento vi partecipano più donne che uomini (6 su 10 sono donne) e oltre la metà degli utenti che hanno aderito al progetto hanno dai 25 ai 44 anni.
"Bookface vuole essere un
esperimento letterario e culturale - ha dichiarato Roberto Secci - oltre che un
gioco per chi ha sempre desiderato scrivere un libro. Un
laboratorio creativo dove la tecnologia e un nuovo mezzo di interazione sociale come Facebook incontra un inguaribile desiderio di comunicare le proprie emozioni. Con Bookface, senza essere grandi scrittori, chiunque può continuare a scrivere il romanzo, portando con se il proprio
stile, le proprie emozioni e un pizzico di fantasia, per dare vita a un libro strano e imprevedibile, a volte incomprensibile, ma ricco di tanti piccoli mondi".
Per
partecipare a BookFace, scrittura collaborativa per una romantica era digitale, collegatevi
qui