10/12/2021 - 15:00

Le città guideranno la transizione ecologica, a patto che le foreste entrino nelle città

Fare entrare le foreste in città: così le aree urbane potranno divenire l’elemento guida della transizione ecologica. A patto però di superare un approccio che considera gli alberi tutti uguali. Gli alberi, infatti, non solo hanno un ruolo chiave nel contrasto ai cambiamenti climatici ma - tanto più nelle aree urbane - sono elementi identificativi del paesaggio che abitiamo, fondamentali per ridurre l’inquinamento atmosferico, abbassare la temperatura, bonificare il suolo.

foresta in città

Perché gli impianti abbiano il maggior beneficio possibile, occorre pensare alla creazione di ‘zone cuscinetto’ di almeno 3 ettari di estensione alla periferia delle aree urbane per assicurare un collegamento tra il ‘costruito’ e il non costruito’. E scegliere, laddove possibile, alberi abbastanza maturi e alti per la forestazione nelle zone urbane. Sono queste alcune delle indicazioni che emergono dal Convegno internazionale organizzato dall’AIAPP “Alberi: Come, Cosa, Dove, Quando e Perché. Punti di vista sulla Forestazione Urbana” al Teatro di Villa Torlonia a Roma. Introdotto da Maria Cristina Tullio, presidente AIAPP, da Maria Vittoria Marini Clarelli della Sovrintendenza capitolina e da Sabrina Alfonsi, Assessore all’Ambiente del Comune di Roma, il convegno è articolato su una prima sessione “Dalla parte delle professioni” cui partecipano Fabio Salbitano, ecologo forestale; Leonardo Capitanio, vivaista e presidente Anve; Daniela Zanzi, Agronomo; Alessandro Ferrari, architetto; Luigi Delloste del Comune di Torino; Roberto Diolaiti, presidente Associazione Pubblici Giardini.

Nella seconda parte della giornata il Convegno prosegue con la sessione  “Alberi dovunque, Alberi comunque” moderata da Uta Zorzi Muhlmann, delegato Ifla, durante la quale vengono presentati alcuni progetti vincitori di bandi pubblici e privati riferiti a interventi di forestazione urbana. Se ormai quasi ogni giorno si annuncia l’impianto di alberi, sono molti gli interrogativi da risolvere per vincere questa sfida. Per esempio: riusciremo a piantare i milioni di alberi indicati? Ci sono gli spazi sufficienti dove ospitarli? Ma soprattutto: le realtà produttive vivaistiche sono in grado di fornire le piante necessarie? Dopo quanto tempo queste piante daranno i primi benefici? E quali le sfide che le amministrazioni si troveranno ad affrontare nella gestione del verde urbano?

La cultura del Novecento ha introdotto nei piani urbanistici il concetto di ‘verde pro capite’, ma nella forsennata crescita speculativa delle aree urbane abbiamo dimenticato che non basta garantire un numero di metri quadrati di verde per abitante. Affinché riescano a svolgere un servizio ecosistemico, questi ritagli di vegetazione devono essere connessi fra di loro, confrontarsi compositivamente col disegno urbano e volumetricamente con gli edifici e il contesto storico e paesaggistico in cui sono previsti creando Architettura del paesaggio”, afferma Maria Cristina Tullio, presidente AIAPP. Se dunque è importante che si torni a parlare di alberi da piantare in città, occorre smettere di pensarli come soli “impianti” forestali necessari per produrre ossigeno, catturare CO2 e aumentare la biodiversità. Il rischio in questo modo è perdere l’occasione di ottenere anche altri importanti benefici come quello di ripristinare il metabolismo urbano fondamentale per la salute e il benessere degli abitanti. La sfida indicata dall’AIAPP non è solo piantare alberi ma mettere gli alberi giusti, delle dimensioni corrette, con tecniche adeguate nei luoghi a loro più adatti.

Le foreste urbane devono dar vita a Green and Blue infrastructure. Ovvero essere connesse con i parchi esistenti e le aree verdi urbane, le aree agricole periferiche, viali alberati, le piazze, i parcheggi, le aree prive di destinazione e con attività commerciali”, aggiunge la presidente AIAPP. “Bisogna individuare attorno alle città aree di almeno 3 ettari che possano costituire una sorta di ‘buffer zone’ di protezione. In queste aree vanno realizzati interventi di forestazione secondo una precisa tecnica forestale: piante secondarie, pioniere e arbusti di sottobosco, piante primarie a crescita più lenta. Ma anche adottando principi di progettazione paesaggistica, ad esempio il rispetto rapporti volumetrico-spaziali, visto che tali impianti fra 20 anni incideranno nella percezione paesaggistica dei luoghi”, conclude Maria Cristina Tullio. Nel corso dell’evento AIAPP ha consegnato al Comune di Roma 27 alberi da frutto che saranno successivamente messi a dimora all’interno del territorio comunale.

Tommaso Tautonico
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