27/04/2022 - 17:54

La strategia 'Circular for Zero' dell'azienda farmaceutica Novo Nordisk

Economia circolare e sostenibilità ambientale

La strategia “Circular for Zero” di Novo Nordisk ha come scopo di rendere l’azienda farmaceutica a impatto ambientale zero, grazie alla riduzione dei consumi, al riciclo dei rifiuti, allo studio e allo sviluppo di prodotti riutilizzabili, in un ciclo virtuoso ‘circolare’ della catena di fornitura.  
La strategia 'Circular for Zero' dell'azienda farmaceutica Novo Nordisk
Per raggiungere questo obiettivo, l'azienda farmaceutica Novo Nordisk ha deciso di lavorare sul passaggio all’elettricità rinnovabile, sulla progettazione di prodotti ecologici e di lavorare con partner che condividono la stessa  visione.

Novo Nordisk ha stretto una partnership con la Ellen MacArthur Foundation (www.ellenmacarthurfoundation.org), organizzazione la cui missione è favorire la transizione verso l’economia circolare. É, infatti, diventata la prima azienda farmaceutica a far parte del network CE100, promosso dalla Fondazione, che riunisce aziende, governi, amministrazioni e istituzioni accademiche, in un’unica piattaforma dedicata allo scopo.

Nel 2020 l'azienda ha raggiunto l’obiettivo di utilizzare elettricità rinnovabile al 100% in tutta la produzione globale, un risultato molto importante anche in considerazione dell’aumento del costo dell’energia iniziato nel 2021, dopo lo stop globale causato dall’anno più duro della pandemia di Covid 19, e ancora in atto.  

Il prossimo passo sarà trasformare tutti i processi aziendali per eliminare l'impronta ambientale dalle sue operazioni. Entro il 2030, l'ambizione è quella di produrre zero emissioni di CO2 dalle tutte i suoi trasporti.

Novo Nordisk sta inoltre riprogettando sia i suoi prodotti esistenti che quelli futuri per ridurre tutti gli sprechi.

Dalle materie prime che li compongono al modo in cui sono assemblati, l'azienda sta lavorando per risolvere la sfida del fine vita dei dispositivi in modo che i materiali possano essere recuperati e riciclati in nuovi prodotti.

Un esempio su tutti è quello delle penne per l’insulina, composte per circa il 77% di plastica, ma che non possono essere gettate nel bidone del riciclo della plastica.

Le indicazioni variano a seconda del Paese, ma spesso le penne per insulina usate finiscono nei rifiuti domestici generici e, considerato che l'azienda ne produce e distribuisce più di 600 milioni ogni anno in tutto il mondo, è fondamentale trovare una soluzione che permetta ai questi dispositivi di avere una seconda vita.

Pertanto è stato ideato e sperimentato un macchinario in grado di dividere i diversi componenti delle penne scartate dopo la produzione che ha consentito di usare la plastica per fare sedie da ufficio in collaborazione con uno studio di design danese e usare il vetro delle fiale di insulina per creare lampade.

Perché tutto questo funzioni, manca ancora un importante anello della catena, ovvero un modo efficace di raccogliere le penne da insulina usate dai pazienti. Attualmente sono in corso in Danimarca, Regno Unito e Brasile progetti pilota di ritiro, che saranno ampliati in altri Paesi nei prossimi anni.

 

Notizia correlata:

Colonnine ricarica veicoli elettrici all'ospedale San Camillo Forlanini di Roma

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

condividi su

Articoli correlati