21/02/2019 - 17:46

Intolleranti al lattosio? Mangiate il formaggio pecorino romano molto stagionato

Alimentazione: latte ovino e suoi derivati, preziosi alleati della nostra salute.

Litri e litri di latte hanno invaso le strade della Sardegna. La protesta dei pastori sardi ha avuto tra gli ‘effetti collaterali’ quello di accendere un faro sul consumo di latte tra gli adulti, spesso vittima di falsi miti. 

Il dott. Massimo Varenna, a capo della Struttura Semplice di S.S. Osteoporosi e Malattie Metaboliche dell’ASST Gaetano Pini-CTO ne smentisce alcuni: per esempio non è vero che gli intolleranti al lattosio non possono mangiare latticini, basta scegliere i formaggi stagionati come il pecorino romano.

latte e pecorino romano

Salute e Alimentazione. Il consumo di latte tra gli adulti è spesso sotto accusa. Il dott. Massimo Varenna svela alcuni falsi miti sul latte: non è vero, per esempio, che causa l’osteoporosi.

Sin dall’Impero romano il latte ovino è stato utilizzato per produrre il pecorino romano. Un alimento che può essere assunto anche da chi è intollerante al lattosio come spiega il dott. Massimo Varenna, a capo della Struttura Semplice di S.S. Osteoporosi e Malattie Metaboliche dell’ASST Gaetano Pini-CTO e membro del consiglio direttivo della Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS): “Dopo aver eseguito il breath test, qualora si avesse la conferma di un’intolleranza al lattosio, a differenza di quanto si dice, non bisogna rinunciare ai latticini, ma è necessario prediligere latte senza lattosio o altri formaggi, come il pecorino romano molto stagionato, che ne contengano una quantità limitata”. 

Un consumo di calcio insufficiente poi, ricorda Varenna, è tra le cause dell’osteoporosi, insieme con fattori ormonali, metabolici e all’utilizzo di farmaci: “Il latte e i latticini sono i cibi più ricchi di calcio, facilmente assorbibile dal nostro organismo, ecco perché noi specialisti ne consigliamo l’assunzione anche da adulti. Non è vero infatti che solo i bambini sono in grado di digerire il latte ed è totalmente falso che il latte, e gli altri latticini, acidificando il sangue, provochino  l’osteoporosi. Nessun alimento infatti è in grado di modificare il pH del nostro sangue”. 

Altro falso mito di cui è vittima il consumo di latte negli adulti è che provochi i calcoli renali, ma “la formazione di calcoli di ossalato di calcio, al contrario, può essere dovuta a una dieta troppo povera di calcio con conseguente aumento dell’assorbimento intestinale di ossalati e una maggior probabilità di formazione di calcoli”.

Altra fake news è che il consumo di latte aumenti il peso corporeo: “Basta prediligere latticini con pochi grassi – commenta Varenna – se si vuole controllare il peso corporeo. Lo stesso vale per ridurre il rischio cardiovascolare (leggasi l'articolo Salute e alimentazione: i condimenti che fanno bene al cuore) e l’ipertensione, patologie per le quali il consumo di latte e derivati possiede probabilmente un effetto protettivo”. 

Infine, il latte non favorisce lo sviluppo di tumori: “In diversi studi scientifici – dice il Direttore della Struttura Semplice di S.S. Osteoporosi e Malattie Metaboliche dell’ASST Gaetano Pini-CTO – non è stata evidenziata nessuna associazione tra il consumo di latte e l’incidenza di tumori. Al contrario, un consumo di almeno 200 grammi al giorno di latte sembra associato a una lieve riduzione del colon retto”.

Ricapitolando, ecco di seguito smentite le più comuni false credenze sul latte e i suoi derivati

  • Non è vero che il latte, acidificando il sangue, provoca l’osteoporosi;
  • Non è vero che chi è intollerante al lattosio debba rinunciare ai latticini, basta che preferisca latte senza lattosio o formaggi come il pecorino romano stagionato;
  • Non è vero che il consumo di latte negli adulti provochi i calcoli renali;
  • Non è vero che che il consumo di latte aumenti il peso corporeo;
  • Non è vero che il latte favorisca lo sviluppo di tumori.

 

L’Azienda Socio Sanitaria Pini-CTO, punto di riferimento per l’ortopedia, la riabilitazione specialistica, la reumatologia e la neurologia, a livello nazionale, comprende a Milano tre presidi ospedalieri: il Gaetano Pini, il CTO e il Polo Riabilitativo Fanny Finzi Ottolenghi.

L’ASST Gaetano Pini-CTO - evoluzione della Scuola Ortopedica milanese nata nel 1874 - è specializzata in patologie e traumi dell’apparato muscolo-scheletrico, reumatologia e fisiatria. 

L'Azienda accoglie ogni anno 823mila utenti e i suoi specialisti lavorano con le più sofisticate tecniche di imaging, attraverso sale operatorie sia convenzionali che dotate di robotica, l’ASST Gaetano Pini-CTO è centro erogatore per la presa in carico dei pazienti cronici nell'ambito delle patologie reumatiche e i della Malattia di Parkinson.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

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