01/01/2013 - 01:00

Il primo network in Italia sugli "Edifici a consumo zero"

Poniamo alcune domande all'Ing. Francesco Paolo Lamacchia, ideatore, creatore e fondatore del Primo Network Nazionale sugli Edifici a Consumo Zero che coinvolge i tre attori principali della filiera delle costruzioni: i professionisti, gli installatori e le imprese di costruzione.
L'Ing. Francesco Paolo Lamacchia fondatore del Primo Network Nazionale sugli Edifici a Consumo Zero e del sito internet www.edificiaconsumozero.it risponde alle domande di Alternativa Sostenibile:
Come nasce l'idea di "edifici a consumo zero"?
Dopo aver condotto studi e ricerche nel settore della Green Economy, in particolar modo per il settore delle costruzioni ad uso residenziale e per uffici, negli ultimi anni, e partecipato a seminari e convegni tra centri di ricerche, fiere ed eventi nazionali ed internazionali ho compreso che in Italia manca quello che il mio Network Ec0-Edifici a Consumo Zero si propone e si proporrà di fare. Considerato da un lato l'ottemperamento delle nazioni sugli ZEB, con una scadenza ormai vicina (2018 per gli edifici pubblici e 2020 per quelli privati - Direttiva 31/2010) e dall'altro il desiderio sempre più crescente di milioni di semplici cittadini italiani di trovare la soluzione ai costi e ai consumi energetici delle loro abitazioni senza fare investimenti faranoici, una forte spinta emotiva, che mi muove ogni giorno, si è generata in me al fine di poter fornire alla società italiana un giusto contributo, che favorisca quello che oggi in molti vedono come un miraggio. La considerazione poi di non traovare nel mondo del web un portale di riferimento esclusivo sugli edifici a consumo zero, ha portato alla creazione del sito www.edificiaconsumozero.it.

Quale è la mission del sito internet e del network da lei ideato?
Gli obiettivi salienti del Network nonchè le motivazioni essenziali a costruire secondo i principi ZEB possono riassumersi nei punti di seguito elencati:
1)divulgare e disseminare il preciso indirizzo politico-energetico, dell'Unione Europea, di abbassare i consumi energetici degli edifici e favorire la realizzazione degli ZEB dal 1 gennaio 2018 (Direttiva 31/2010)
2)Costituire quella punta di diamante, che faccia da riferimento per il corretto sviluppo degli ZEB (Zero Energy Building), di professionisti tecnici (periti, geometri, agronomi, architetti e ingegneri), costruttori e impiantisti sul tutto il territorio nazionale;
3)accrescere la consapevolezza di ogni "cittadino del mondo" di preservare, e migliorare, le condizioni attuali del pianeta alle generazioni del futuro.
4)stimolare happenings tecnici periodici su tutto il territorio nazionale, con seminari divulgativi tematici e/o di approfondimento per i soggetti coinvolti nel settore energetico-ambientale, di fornire assistenza dedicata alla rete dei costruttori, dei professionisti e degli impiantisti.
5)consentire la giusta visibilità e comprensione, agli operatori del settore delle costruzioni, dei contenuti e dei risultati tecnico-scientifici raggiunti sugli Zero Energy Buildings a livello nazionale e internazionale. Dovrà quindi effettuare sponsorizzazioni per auto sostenersi e consolidare partnership rilevanti per la sua crescita.

Rispetto agli altri Paesi europei, come si classifica l'Italia per progettazione e realizzazione di edifici passivi?
Edifici simbolo o manufatti testimoni di un cambio di tendenza, rivolto verso il risparmio energetico, nel mondo delle costruzioni sono presenti quasi in tutti i maggiori centri urbani. Ma arrivare a soddisfare i requisiti di un Zero Energy Building non è alla portata di tutti. Dal sito di Ec0, cliccando nella sezioni progetti è possibile scrutare e scoprire in dettaglio la mappa europea dei Net zero energy buildings secondo EnOB -Research for Energy Optmized Building. Da qui si evince che l'attuale situazione per l'Italia nell'attuazione degli ZEB si posiziona ben al di sotto di quanto è stato fatto negli altri paesi quali Svizzera e Germania. Eppure la nostra terra è ricca di sole, vento ed altre risorse naturali!

Dal sito si evince che offrite consulenza anche ai privati. In linea di massima, di quanto variano i costi di realizzazione di un'abitazione a consumo zero rispetto ad una costruita tradizionalmente? Ed è possibile stimare i benefici ottenibili nel medio-lungo periodo in termini di risparmio energetico?
L'utilità primaria per i privati è quella di rivolgersi al Network, mediante la mail info@edificiaconsumzero.it, e per un confronto diretto attraverso i soggetti partner al Network dislocati sul territorio nazionale, per chiedere informazioni, suggerimenti, consigli e/o soluzioni a problematiche legate al consumo o all'efficienza energetica della propria abitazione o della propria azienda. Inoltre il privato potrà essere indirizzato mediante i link presenti nel sito alla scoperta di esempi concreti di Zero Energy Building in Italia e all'estero. I costi necessari a realizzare un edificio a basso consumo energetico vanno affrontati sin dall'inizio in una progettazione integrata e consapevole di fornire un prodotto unico nel suo genere. La progettazione degli ZEB nasce da un progetto che illustra tutte le indicazioni a mezzo relazioni e particolari costruttivi, che costituiscono la parte più importante dell'opera, nonchè la scelta dei materiali struttuali e non. Ciò fatto, il successo di edifici che addirittura producono più energia di quanto li possa servire ci indica che i costi non sono così inaccessibili.

Pensa che l'edilizia sostenibile possa contribuire a far ripartire l'economia?
L'ambizione del Network, e quindi di tutti coloro che ne fanno parte, è stimolare le amministrazioni pubbliche al recepimento, il più immediato possibile, della direttiva 31/2010. Così facendo proposte di realizzazione di edifici pubblici, di proprietà degli stessi o sedi di enti pubblici, dotati di requisiti tecnologici capaci di abbassare i consumi energetici dei propri residenti, verranno sicuramente formulate ed intraprese, con la collaborazione di professionisti "virtuosi" e amministrazioni "consapevoli" di quanto si sta parlando.
Progetti futuri?
Tra i progetti futuri più ambiti, quando la rete si sarà espansa e avrà coinvolto gli attori fondamentali del settore delle costruzioni (imprese, professionisti e installatori) vi è la concretizzazione di una proposta al governo italiano che favorisca maggiormente la realizzazione degli ZEB, perchè il meccanismo dell'incentivo, come è avvenuto per il fotovoltaico, costituisce il miglior modo per applicare più velocemente nuove tecnologie e nuove idee progettuali. Attualmente gli edifici a consumo zero sono il tema fondamentale di concorsi internazionali, ma ancora solo in mano a pochi eletti, e soprattutto esistono solo esempi isolati di ZEB, con l'unico fine di aumentare la pubblicità di uno specifico brand di azienda o agenzia del settore.

Risparmio energetico al Sud. Quale prospettiva?
Le prospettive del sud sulle rinnovabili è roseo solo se accompagnato da un'adeguata formazione, informazione e supporto economico-finanziario di leggi statali e regionali e di istituti bancari. Il sud d'italia è la parte di europa su terraferma più ventosa e gode di un insolazione eccellente in un punto strategico tra i paesi più freddi e quelli più caldi. Pertanto la natura può veramente sostenerci per renderla ancor più sostenibile. In più le realtà innovative di molti giovani meridionali ben istruiti e capaci testimoniano le possibilità molto alte di sviluppo nel settore della green economy al sud italy.
Marilisa Romagno
autore

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