“La
foglia artificiale è stata uno dei
Santi Graal della scienza per decenni”, ha dichiarato
Daniel Nocera, che ha guidato il team di ricerca. “Crediamo di
esserci riusciti. La foglia artificiale potrebbe essere
una svolta epocale in particolare come
fonte economica di energia elettrica nelle case rurali dei paesi in via di sviluppo. Il nostro obiettivo è
creare in ogni casa una piccola
centrale elettrica”, ha detto. “Si possono immaginare
villaggi in India e in Africa fra non molto tempo con questo
conveniente sistema di alimentazione”.
Il progetto della
foglia artificiale risale ad
un’idea di dieci anni fa, ma è andato incontro a
numerose difficoltà di natura pratica e soprattutto
economica. Creare un dispositivo in grado di riprodurre la
fotosintesi, infatti, richiedeva
l’utilizzo di metali tanto rari quanto proibitivi dal punto di vista dei costi, oltre che di materiali dal prezzo troppo elevato per poter pensare di
espandere il prototipo su larga scala.
E creare un
aggeggio straordinario ma rinchiuso nelle quattro mura del laboratorio
non era certo l’intento degli ideatori. È finito, infatti, il tempo di
realizzare pannelli complessi e
proibitivi. Il mercato richiede
soluzioni per la vita di tutti i giorni, che aiutino a
tagliare il costo dell’energia, senza spendere un capitale.
Il modello di
foglia artificiale messo a punto da
Nocera usa
nichel economico e
catalizzatori di cobalto. Questi catalizzatori sono
efficaci ed efficienti nel
dividere idrogeno e ossigeno con una produzione di circa
dieci volte superiore a quella delle
foglie naturali.
Ingredienti principali per il funzionamento: il
sole e l’
acqua. La foglia, che ha le
dimensioni di una carta da gioco, piuttosto che produrre
energia direttamente come una
cella fotovoltaica, divide gli atomi di idrogeno e ossigeno, che poi producono
energia elettrica per
uso personale e domestico. Il prototipo è in grado di
produrre energia senza interruzione per
45 ore senza fluttuazioni.