01/01/2013 - 01:00

Gli USA puntano sull'energia marina e idrocinetica

Nel corso di un intervento sulla commercializzazione dell'energia marina e idrocinetica alla Camera dei Rappresentati, Jacques Beaudry-Losique, esponente della della segreteria per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili del Dipartimento dell'Energia (DOE) degli Stati Uniti, ha affermato la loro intenzione a rafforzare l'impegno per lo sviluppo e l'applicazione dell'energia marina e idrocinetica, una risorsa ancora molto poco sfruttata, ma dalle grandi potenzialità.
L'energia marina e idrocinetica sfrutta le correnti, le maree, le onde e i gradienti termici in mare e il fluire dei corsi d'acqua a terra.
In tutto il mondo, gli impianti commerciali in attività sono meno di 10, di cui uno solo negli Stati Uniti (con turbine idrocinetiche sul Mississippi).
Il potenziale negli Stati Uniti è però molto significativo, sia in mare, sia nei corsi d'acqua dolce interni.
Negli ultimi due anni l'Ufficio per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili del DOE ha stanziato una quota sostanziale del proprio bilancio a progetti di energia marina: 5,8 milioni di dollari per l'energia dalle onde, 4,5 milioni di dollari per l'energia delle maree, 1,9 milioni di dollari per l'energia dalle correnti oceaniche e 6,2 milioni di dollari per l'energia dai gradienti termici degli oceani.
Nel 2007 l'Electric Power Research Institute (EPRI) aveva stimato che la capacità dell'energia marina e idrocinetica (esclusa quella dai gradienti termici) potrebbe arrivare a 23.000 MW nel 2025 e a 100.000 MW nel 2050.
Per quest'ultimo anno stime più prudenti del 2009 parlano comunque di 51.000 MW.
Altri studi industriali valutano la capacità teorica globale dell'energia dai gradienti termici fra 3 e 5 milioni di MW.
Lisa Zillio
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