01/01/2013 - 01:00

Ghiacciai inquinati come le aree urbane e fusione accelerata fino al 24%

Concentrazioni di inquinanti pari alle aree urbane e PM10 oltre i limiti europei sui ghiacciai himalayani ad oltre 5000 metri di quota. Per effetto dell'Asian Brow Clowd, si è stimato che i ghiacciai Himalayani possono subire un'accellerazione dello scioglimento fino al 24 per cento rispetto alla fusione "normale" che subiscono nel corso della loro vita.
Questo è quanto emerge sulla base dei dati rilevati all'osservatorio NCO-P sull'Everest, in uno studio recentemente presentato da ricercatori della NASA in collaborazione con ricercatori CNR, CNRS ed EvK2CNR.
I primi 4 anni di osservazioni, dal 2006 al 2009, eseguite presso il Nepal Climate Observatory - Pyramid (NCO-P), hanno permesso di ottenere importanti informazioni su black carbon (o particolato carbonioso), ozono, radiazione solare e altri parametri atmosferici a 5079 metri di quota sulle pendici dell'Everest ove è posta la stazione di misura più elevata del network dedicato all'Atmospheric Brown Cloud di Unep.
"Il black carbon ha raggiunto i 5 μg m-3 - dice Paolo Bonasoni, responsabile del progetto Share - mentre la massa del particolato PM10 a volte ha superato i 50 μg/m-3, valore che in Europa costituisce il limite per la protezione della salute umana, e l'ozono ha raggiunto concentrazioni ragguardevoli. La cosa più preoccupante è che questi fenomeni acuti di inquinamento, sorprendenti per essere stati rilevati ad oltre 5000 metri. Questa primavera il fenomeno era addirittura visibile a occhio nudo: masse d'aria inquinate dal colore bruno ricche di composti carboniosi che viaggiano nelle valli himalayane e si depositano sui ghiacciai, scaldandoli e favorendone la fusione".
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Riccardo Bandello
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