01/01/2013 - 01:00

Genova: un esempio virtuoso per le emissioni e la gestione idrica

L'indagine di Siemens Italia sulla sostenibilità ambientale delle dieci principali città italiane, commissionata all'Istituto Piepoli, leader nelle ricerche di marketing e d'opinione, ha fatto tappa a Genova, decretando il capoluogo ligure un esempio virtuoso per le emissioni di CO2 e la gestione delle acque.
Dal rapporto, che offre un'istantanea della città in termini di infrastrutture e soluzioni per la tutela del territorio, fornendo anche indicazioni per il suo futuro, emerge un allineamento con la media italiana, con punte d'eccellenza legate alla qualità dell'aria (sia per le emissioni CO2, sia nel suo complesso) e in riferimento al servizio idrico; mentre sono state evidenziate contenute criticità sul fronte dell'efficienza energetica degli edifici e sulla raccolta dei rifiuti.
Risultati più che positivi se si considera la particolare morfologia della città (una sottile fascia costiera alle cui spalle si ergono colline e monti anche di notevole altezza) che rende difficoltosa la realizzazione di infrastrutture e un centro storico tra i più densamente edificati e popolati d'Europa.
Fortunatamente però il clima temperato caldo mediterraneo e un'accentuata ventosità consentono un utilizzo contenuto dei riscaldamenti e un ricambio d'aria significativo.

La ricerca è stata effettuata seguendo otto diverse categorie: emissioni CO2, consumo energetico, efficienza edifici e green hospital, trasporti, acqua, raccolta rifiuti, qualità dell'aria e politiche di gestione del verde.
I risultati di eccellenza per gli indici riferiti alle emissioni di CO2 trovano evidenza soprattutto nelle emissioni legate al trasporto pubblico che, nel capoluogo ligure, si fermano a 296 g per passeggero/anno contro una media nazionale di 478 g passeggero/anno.
Di conseguenza, la città vanta un'elevata qualità dell'aria.
I valori tendenzialmente migliori rispetto alla media della penisola trovano un eccellente riscontro nel numero di superamenti della soglia massima di NO2 (pari a zero contro una media di 18) e di PM10 ( 53 contro una media di 80).
Sul fronte della gestione delle acque, il macro indicatore evidenzia una situazione tendenzialmente migliore rispetto agli altri capoluoghi considerati, con un sistema idrico che si contraddistingue per una ridottissima percentuale di perdite, il 16% rispetto ad una media nazionale del 31%, e un consumo domestico perfettamente in linea con il resto del territorio italiano (69 m3 per abitante).

Nel campo dei consumi energetici, Genova mostra valori discordanti: da un lato un basso consumo di carburanti (diesel e benzina) di 340 Kep/abitante/anno, contro una media italiana di 416; dall'altro un alto consumo di metano (535 m3 abitante/anno contro i 398 m3 della media), usato per i riscaldamenti, fatto che dimostra la lungimiranza della città, ormai metanizzata da moltissimi anni, che però deve ancora risolvere il problema del centro storico, dove sono tuttora utilizzate caldaie ad olio pesante che, secondo una stima, produrrebbero circa il 50% di emissioni di PM10 da riscaldamento.
Discordanza presente anche nel settore dei trasporti, mancando completamente una rete tramviara; nel complesso, comunque, gli indici mostrano un allineamento con la media delle altre città italiane esaminate.
Per quanto riguarda le politiche di gestione del verde, Genova si posiziona al di sotto della media delle altre città italiane, con solo 41 m2 disponibili a fronte di una media di 94 m2 ma, allargando l'analisi a tutta la provincia, i dati ritornano positivi con una percentuale di aree verdi che si attesta al 10% contro l'8% del resto di Italia.

Nella categoria efficienza edifici e green hospital, la città mostra un indice di sostenibilità ecologica molto inferiore alla media nazionale anche per la scarsa diffusione del teleriscaldamento (6/1000 abitanti serviti su media nazionale di 55/1000 abitanti).
Infine, nell'area relativa alla raccolta dei rifiuti, nella provincia genovese solo 87 Kg/abitante sono avviati ad impianti di recupero, contro una media delle altre province italiane di 133, mentre i rifiuti avviati in discarica ammontano a 439 kg/abitante contro i 353; le principali cause vanno ricondotte all'anzianità della popolazione e alla conformazione dell'area urbana che ostacola e limita il lavoro dei mezzi di raccolta.
In conclusione, l'analisi dei dati evidenzia un'attenzione non sempre costante (soprattutto in passato) delle amministrazioni verso le tematiche ambientale, sebbene questa tendenza stia progressivamente cambiando.
Per proseguire con decisione questo percorso di "greenizzazione", Genova dovrà sfruttare ed esaltare le proprie vocazioni tecnico-scientifiche, come il Parco scientifico e tecnologico degli Erzelli, combinandole con i fattori naturali che la caratterizzano: natura, mare e monti.
Lisa Zillio
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