27/12/2012 - 17:00

Faber-Castell, un progetto di riforestazione in Colombia

Dall'anno in corso, Faber-Castell è diventata la prima azienda privata al mondo autorizzata a trattare in certificati CO2 dalle foreste gestite. Il relativo progetto forestale è stato uno dei primi a essere registrato dalle Nazioni Unite nel programma "Clean Development Mechanism" (CDM) per lo sviluppo eco-compatibile.
Il terreno di El Maddalena, regione situata nel nord della Colombia, presenta i segni di un eccessivo sfruttamento da parte dell'allevamento: così, su iniziativa di Faber-Castell, 67 agricoltori si sono impegnati per piantare e gestire 1561 ettari di bosco, che diventerà futura fonte di legname per l'azienda tedesca. Queste persone hanno deciso di aderire all'iniziativa, fornendo una parte della loro terra - precedentemente destinata al pascolo del bestiame - a fronte di un reddito mensile sicuro e in cambio del controllo e della gestione della nuova area boschiva. La specie piantata si chiama Gmelina arborea, comunemente nota come "Melina", e si caratterizza per la rapida crescita: dopo sette anni, i tronchi di solito raggiungono una circonferenza di 20 / 25 cm. L'accordo prevede che, all'abbattimento degli alberi, agli agricoltori sarà corrisposto il 30% del valore del legname. Si prevede, entro il 2014, di estendere l'area boschiva fino a 3mila ettari. Questa iniziativa fa parte di un progetto di ristrutturazione delle aree lungo il Rio Magdalena che sono state gravemente colpite dai danni causati dal pascolo intensivo e dall'erosione del suolo.

Un progetto di riforestazione unico, come confermato da Jean-Guénolé Cornet, esperto di foreste e di clima presso l'Office National des Forêts (ONF), che ha richiamato l'attenzione su come i Comuni situati lungo il Rio Magdalena stessero cercando, per le loro terre, una via alternativa al pascolo. E ha voluto sottolineare che, con questa iniziativa, Faber-Castell sarà molto probabilmente la prima azienda privata al mondo a ricevere un certificato UNFCCC (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) per il programma CDM. La certificazione darà all'azienda il diritto di trattare in certificati CO2, come previsto dal protocollo di Kyoto, al fine di ridurre le emissioni mondiali di anidride carbonica. Per il Conte Anton Wolfgang von Faber-Castell, Presidente e A.D. della società, il nuovo progetto di forestazione in Colombia rappresenta un'iniziativa esemplare non solo dal punto di vista ecologico. "Sono molto lieto di poter offrire agli agricoltori prospettive a lungo termine e creare posti di lavoro in una regione segnata da una grave disoccupazione", dichiara. D'altronde, Faber-Castell non è nuova a iniziative di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema socialmente utili. Venivano già prese in considerazione nel primo '900, in un periodo in cui le tematiche ambientali non avevano certamente la risonanza e l'impatto che hanno ai giorni nostri. Sono diversi i momenti significativi per l'azienda, ma sicuramente quello più rilevante è rappresentato dal grande progetto di riforestazione intrapreso quasi 30 anni fa e tuttora all'avanguardia. Era il 1984 e l'azienda avviava nella savana brasiliana un pioneristico programma di riforestazione con fusti Pinus Caribea, una specie tropicale che cresce molto rapidamente, può germogliare anche in condizioni ambientali avverse ed è facile da ripiantare. Grazie all'impiego di una moderna tecnica di coltivazione, alla salvaguardia del suolo e dell'acqua e al rispetto per la flora e la fauna locali (oltre 500 specie di animali vivono nei parchi Faber-Castell in Brasile), si è creato un circuito chiuso ecologicamente perfetto che, nel 1999, ha ottenuto la certificazione FSC (acronimo di Forest Stewardship Council, una federazione internazionale non governativa). Questo organismo, costituito da associazioni ambientaliste, unioni di lavoratori e proprietari di foreste, lotta per la conservazione delle foreste in tutto il mondo e ha definito il controllo forestale realizzato da Faber-Castell un'attività "responsabile per l'ambiente, socialmente unica ed economicamente sostenibile".
Ogni anno vengono piantati circa un milione di semi che assicurano un continuo rifornimento di alberi da cui l'azienda ricava il legno per le sue matite. Da qui, per esempio, la produzione delle "matite colorate ECO" che si contraddistinguono per i colori brillanti, le mine estremamente morbide e scorrevoli di 3,3 mm di diametro ma, al contempo, molto resistenti perché protette dal sistema brevettato SV antirottura. Sono facilmente riconoscibili in quanto sul packaging riportano i loghi "Ecomatite" e "legno da riforestazione". Il fusto in legno è ricoperto di vernice ad acqua.

Ottimi i risultati sinora ottenuti da questo progetto, unico al mondo: basti pensare che negli ultimi tre anni le emissioni di CO2 nelle aree interessate sono state dimezzate, grazie a programmi di risparmio energetico, a moderne tecniche di coltivazione, alla riduzione di utilizzo di combustibili fossili e all'uso di fonti di energia alternativa. Le aree interessate assorbono circa 100.000 tonnellate di diossido di carbonio all'anno.
Come riconoscimento dell'importante iniziativa, dei risultati ottenuti e del rispetto nei confronti della tutela ambientale, il Conte Anton Wolfgang von Faber-Castell è stato nominato "Eco Manager 2008" dal WWF e dalla rivista tedesca Capital. Nel 2008, l'azienda - che celebra il 250° anniversario quest'anno - è entrata infatti a fare parte del Global Forest & Trade Network (GFTM), un'organizzazione interna al WWF. Il GFTM offre una piattaforma per aziende innovative che percepiscono la propria responsabilità nello stimolare la forestazione socialmente ed eco-compatibile. I suoi membri si impegnano a garantire la rintracciabilità nell'approvvigionamento del legname e della carta, e ad inserire una proporzione crescente di prodotti certificati FSC nella propria gamma.

Diventando membro del GFTM, Faber-Castell ha raccolto la sfida di elevare la percentuale di legname certificato FSC da circa l'80% di allora al 90% entro il 2012. Oggi, il 95% del legname utilizzato dall'azienda tedesca è certificato FSC, raggiungendo così la quota più elevata dell'intero settore e confermando la propria posizione di pioniere.
Faber-Castell è inoltre fra le aziende firmatarie del Global Compact, un'iniziativa delle Nazioni Unite che mobilita la comunità internazionale del business incoraggiandola ad adottare pratiche commerciali e valori fondamentali, accettati in tutto il mondo, negli ambiti dei diritti umani, dei rapporti con i lavoratori, della tutela ambientale e della lotta contro la corruzione. Recentemente, all'azienda tedesca è stata riconosciuta la posizione più alta in graduatoria nel Corporate Renewable Energy Index (CREX), la classifica dei maggiori utilizzatori industriali di energia rinnovabile in Brasile. Fondata nel 1781 in Germania, Faber-Castell annovera attualmente 15 stabilimenti di produzione disseminati in tutto il globo ed è rappresentata in oltre 120 paesi. Faber-Castell produce più di 2000 articoli: matite in grafite, pastelli colorati, matite per il trucco, pastelli per artisti, pastelli a cera e pennarelli, penne roller, evidenziatori e altri articoli per l'ufficio, prodotti "premium" per la scrittura e accessori per scrivanie. Il principale target di riferimento del Gruppo è rappresentato dai bambini: quello che conta è perseguire una filosofia legata al nome del brand caratterizzata dalla sicurezza del prodotto e dal suo essere eco-sostenibile. Le foreste Faber-Castell in Brasile non sono solo un esempio in fatto di preservazione, ma fanno sì che l'azienda sia indipendente dalle variazioni di prezzo e qualità che il legname subisce se procurato da venditori esterni. Gli uffici a Stein, vicino a Norimberga, sono riscaldati - da quasi un secolo - in parte grazie agli scarti derivanti dal legname, e una turbina ad acqua sopperisce al 25% della loro necessità energetica. Nell'arco dei decenni, i risparmi ottenuti grazie a materie prime ed energia hanno contribuito a continui miglioramenti nel processo di produzione e portato così a una significativa riduzione dei costi.
Marilisa Romagno
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