09/01/2017 - 12:44

Energie pulite: la Cina entro il 2020 passa alle fonti rinnovabili

La Cina, spaventata dall'alto tasso di inquinamento atmosferico, decide di passare alle rinnovabili

Entro il 2020, il Paese più popoloso del mondo, la Cina investirà 2,5 trilioni di yuan pari a 361 miliardi di dollari per produrre energia da fonti rinnovabili.  Ebbene sì, il mercato di energia più grande al mondo, quello cinese abbandonerà progressivamente le fonti fossili a favore delle fonti di energia più pulita. Questa conversione alle energie pulite della Cina significherà un aumento di posti lavoro, infatti il settore delle energie rinnovabili creerà 13 milioni di posti di lavoro.
inquinamento atmosferico
Entro il 2020, il Paese più popoloso del mondo, la Cina investirà 2,5 trilioni di yuan pari a 361 miliardi di dollari per produrre energia da fonti rinnovabili.  Ebbene sì, il mercato di energia più grande al mondo, quello cinese abbandonerà progressivamente le fonti fossili a favore delle fonti di energia più pulita. Questa conversione alle energie pulite della Cina significherà un aumento di posti lavoro, infatti il settore delle energie rinnovabili creerà 13 milioni di posti di lavoro. Si stima che entro il 2020 la metà della produzione di energia elettrica deriverà da energia eolica, idroelettrica, solare e nucleare. La stessa Pechino, ormai avvelenata da un altissimo tasso di inquinamento atmosfercio, ha deciso di frenare l’utilizzo dei combustibili fossili, che hanno favorito la rapidissima crescita economica del Paese.

Il carbone attualmente costituisce la principale fonte di energia della Cina. Il Piano quinquennale 2016-2020 della Nea illustra che nonostante questo investimento imponente, le rinnovabili nel 2020 rappresenteranno solo il 15% del consumo totale di energia della Cina, ciò significa che l'energia elettrica cinese sarà ancora fornita in predominanza dal carbone.
Nel Piano quinquennale, l’energia solare ha ricevuto 1 trilione  di yuan di spesa per aumentare di 5 volte la produzione di energia fotovoltaica, utlile per la realizzazione di circa 1.000 grandi impianti solari. Con la diminuzione dei costi per la costruzione di  impianti solari su vasta scala, nel 2016 la Cina è diventata il maggior produttore di energia fotovoltaica del mondo. Come veranno suddivisi gli investimenti per le rinnovabili: 700 miliardi di yuan andranno ai parchi eolici, 500 miliardi all’energia idroelettrica, all’energia delle maree e geotermica andrà la restante parte.

I livelli esagerati di inquinamento atmosferico hanno sollevato grandi preoccupazioni in tutta la Cina e sopratutto a Pechino, il cuore industriale e politico del Paese.
E' intervenuta anche Greenpeace East Asia che si è mostrata un pò scettica: «Anche se questa è una chiara sterzata verso la leadership climatica e allontana della forte dipendenza dal carbone, ma la questione della riduzione getta ancora un’ombra lunga sulle ambizioni del Paese per le rinnovabili.  L’inquinamento atmosferico della Cina sta peggiorando di nuovo, dopo due anni di miglioramento quasi ininterrotto. Il colpevole: un incremento della produzione interna di acciaio cinese. Per far diventare questo realtà, la Cina deve spingere per installare più eolico e solare e fare sul serio nell’affrontare l’enorme spreco di energia pulita, il che aiuterà anche a portare a una riduzione più veloce del consumo di carbone».».

Il Piano quinquennale per il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni pubblicato dal governo cinese contiene 11 misure che includono la riduzione del consumo di carbone, la promozione del consumo di energia in settori chiave, l’intensificazione del controllo delle emissioni di inquinanti, lo sviluppo dell’economia circolare, l’aumento del sostegno tecnologico e finanziario e il rafforzamento della gestione.


Marilisa Romagno
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