16/04/2020 - 12:48

Energia e Covid19: le rinnovabili sono la chiave per un futuro sostenibile

Un gruppo di ricercatori della Società italiana di medicina ambientale (Sima) ha incrociato i dati delle agenzie regionali per la protezione dell’ambiente con quelli del contagio di Covid19, arrivando ad ipotizzare un forte nesso di connessione tra l’inquinamento da PM10 e la diffusione del virus. 

 

Energia, Covid19, futuro sostenbile

Continuano a crescere i numeri dei contagi al Nord Italia, sono decisamente inferiori al Centro e Sud Italia. Perché? Tutto il mondo scientifico guarda il caso italiano con molta apprensione. Al momento, un gruppo di ricercatori della Società italiana di medicina ambientale (Sima) ha incrociato i dati delle agenzie regionali per la protezione dell’ambiente con quelli del contagio di Covid19, arrivando ad ipotizzare un forte nesso di connessione tra l’inquinamento da PM10 e la diffusione del virus. 

«Quando è a una certa densità, quando è molto alto l’inquinamento atmosferico, il particolato può essere considerato una sorta di autostrada per l'accelerazione dell'epidemia- spiega Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale-. L’impatto dell’uomo sull’ambiente sta producendo ricadute sanitarie a tutti i livelli. Questa dura prova che stiamo affrontando a livello globale deve essere di monito per una futura rinascita in chiave realmente sostenibile, per il bene dell’umanità e del pianeta». 

«Non c’è dubbio che negli ultimi settant’anni il desiderio di produrre energia ad ogni costo abbia reso nero un pianeta verde- dichiara Giorgio Pucci, presidente di Enerqos Energy Solutions-. Abbiamo cominciato con il carbone, che continua tra l’altro ad essere usato anche in Italia, per poi passare a petrolio, gas e ad ogni tipo di idrocarburo».I livelli di inquinamento sempre più allarmanti nelle grandi città del Nord Italia hanno, in effetti, caratterizzato i primi mesi dell’anno e lo studio del Sima “in particolare evidenzia una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo 10 Febbraio-29 Febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 Marzo (considerando un ritardo temporale intermedio relativo al periodo 10-29 Febbraio di 14 gg approssimativamente pari al tempo di incubazione del virus fino alla identificazione della infezione contratta)”. Lasciando il tempo ai ricercatori di arrivare o meno ad una conferma scientifica che dimostri la correlazione tra Covid19 e livelli di inquinamento atmosferico, è comunque obbligatorio guardare al domani in chiave sostenibile.

«Ora è tempo di costruire il nostro futuro in chiave green per far fronte sì agli inquinanti atmosferici, indubbiamente dannosi alla nostra salute, ma anche alla nostra economia-conclude Giorgio Pucci-. Bisogna iniziare tutti a credere e a puntare sulle energie rinnovabili. Il fotovoltaico in primis: zero emissioni e risparmi eccezionali. Un’Italia pulita e solare fa bene alla nostra salute e alle nostre tasche».

Marilisa Romagno
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