12/12/2012 - 19:33

Energia da biomasse, arriva la certificazione di qualità

Il Cnr pubblica i risultati di uno studio che permetterebbe di controllare la qualità della biomassa e, quindi, di produrre migliore energia rinnovabile
Il nostro focus quando parliamo di  energia è sempre rivolto ai consumi all’interno della nostra abitazione e quindi alla necessità di confrontare le tariffe di energia più convenienti per risparmiare il più possibile. Difficilmente ci concentriamo su come questa viene prodotta, quando invece le innovazioni da questo punto di vista potrebbero rivelarsi altrettanto utili.
La produzione di energia rinnovabile da biomasse potrebbe conoscere un ulteriore sviluppo grazie al nuovo metodo di controllo e certificazione messo a punto dal Cnr-Ivalsa. Lo studio, recentemente pubblicato sulla rivista Wood Science and Technology, ha rivelato che il 16% dei materiali legnosi – gli stessi che compongono le biomasse – contengono agenti contaminanti cadmio, cloro, cromo, rame, mercurio e piombo in livelli maggiori rispetto alla soglia consentita.
L'energia prodotta, quindi, dovrebbe essere pulita ma spesso rischia di non esserlo. Per questo i ricercatori hanno messo a punto “BiQueen-Biomasse di qualità”, un protocollo di analisi dei materiali legnosi delle biomasse che individua gli elementi nocivi e ne permette la bonifica, prima che il processo di produzione di energia elettrica o riscaldamento vero e proprio abbia inizio.
 
Lo studio è stato condotto per due anni a San Michele all'Adige (TN), in collaborazione con l'Università di Trento, l'Istituto dei materiali per l'elettronica e il magnetismo del Cnr, la Fondazione Bruno Kessler, il Distretto tecnologico trentino (Habitech) e l'Università di Poznan (Polonia). Gli strumenti utilizzati sono stati la spettroscopia nel medio infrarosso (Ft-Ir) e la fluorescenza a raggi X (Ed-Xfr).
Oltre alla scoperta che non tutto il legno è buono, si è pervenuti, con l'ausilio della spettroscopia a infrarosso (Nir), a un metodo per tracciare le biomasse. La qualità del legno impiegato negli impianti di energia rinnovabile può essere così certificata, senza ricorrere (come si fa adesso) a costosi reagenti chimici e con la possibilità di estendere la pratica anche su scala industriale.
 
Marco Fellin, del team di ricerca, ha spiegato così la novità: “Attualmente la produzione di energia basata sulle biomasse considera la materia prima prevalentemente in termini di contenuto energetico, ovvero di potere calorifico, di efficienza, di disponibilità, di movimentazione e di costo, ma, in questo modo, vengono esaminati in maniera solo sommaria gli aspetti legati all'origine e alla presenza di sostanze terze, ovvero di inquinanti solidi e composti volatili”.
 
Invece, con “BiQueen-Biomasse di qualità'' gli aspetti critici dell'impiego di materiali legnosi possono essere presi seriamente in considerazione e risolti, senza sacrificare però l'intero processo produttivo di energia da biomasse, che si conferma uno dei tasselli principali dello sviluppo sostenibile.
SuperMoney
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