01/01/2013 - 01:00

Emissioni gas serra: verso la nascita di un mercato cinese delle quote

Per la prima volta in Cina, a sette tra provincie e grandi città, sono state imposti dal governo centrale limiti assoluti alle emissioni di gas serra.
La capitale Pechino e anche la ricca regione del Guangdong compaiono nella lista dei territori che dovranno sottostare a questi paletti.

Finora la Cina si era sempre rifiutata di applicare un meccanismo di controllo basato su quote massime di gas serra prodotti, prefrendone uno più morbido, basato sul concetto di "intensità di carbonio". Per intensità di carbonio si intende la quantità di anidride carbonica emessa per ogni unità di output economico, ad esempio per ogni punto di prodotto interno lordo.

Ciò permette alla Cina di fronteggiare le richieste internazionali di riduzione dei gas serra e nel contempo, di non ostacolare lo sviluppo economico che sta caratterizzando la sua economia da diversi anni. Tuttavia, nonostante i risultati ottenuti, questo meccanismo, in periodi di grande crescita economica, non è sufficiente a contenere l'enorme aumento della produzione di gas serra attualmente in atto in Cina.

Felix Preston, di Chatham House, un think tank di politica estera con sede a Londra, afferma che i nuovi progetti pilota regionali sono passi avanti importanti verso un mercato del carbonio nazionale cinese.

Consentendo alle imprese e alle istituzioni di commerciare emissioni, il mercato del carbonio assicura che le emissioni di gas a effetto serra siano tagliate nel modo più economico possibile. Esso, inoltre, potrebbe in prospettiva essere un passo verso un mercato globale del carbonio, dice Preston, soprattutto se l'UE e la Cina collegassero i loro mercati. L'Europa finora ha aperto la strada per l'istituzione di un mercato del carbonio, dopo la nascita nel 2005 di un sistema comunitario di scambio di quote di emissioni. La Cina sarebbe un nuovo e importante giocatore.

Per approfondire vai su newsscientist o su reuters.

(autore: Matteo Stante)

Redazione
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