01/01/2013 - 01:00

Elefanti: avorio e mercato illegale

Oggi in Kenya il rogo di 5 tonnellate di avorio sequestrato. Secondo il WWF per combattere il bracconaggio degli elefanti non basta bruciare l'avorio confiscato ma occorre regolamentare seriamente i mercati illegali di avorio in Africa e in Asia.
Regolamentare i mercati illegali di avorio in Africa e Asia invece che limitarsi a bruciare le scorte confiscate. E' l'appello lanciato dal WWF contro il bracconaggio dell'elefante e il commercio illegale di avorio ai paesi che ospitano l'animale e alla comunità internazionale proprio nel giorno in cui, in occasione della "Prima giornata del rispetto della legge sull'elefante africano", circa 5 tonnellate di avorio vengono bruciate a Nairobi, in Kenya, dalla Task Force dell'Accordo di Lusaka (LATF), un organismo intergovernativo istituito per facilitare la cooperazione tra le diverse forze dell'ordine impegnate per la conservazione della fauna selvatica in Africa. Secondo un recente rapporto sul commercio di avorio di elefante, presentato alla Convenzione sul commercio internazionale delle specie in via di estinzione (CITES), ad essere minacciati dalla caccia all' "oro bianco", sono soprattutto gli elefanti dell'Africa centrale, diversamente da alcune popolazioni di elefanti dell'Africa meridionale e orientale che risultano stabili o in recupero.

"Il rogo del materiale confiscato è un chiaro messaggio al problema del bracconaggio degli elefanti africani e del commercio illegale del loro avorio, due problemi che negli ultimi anni appaiono in costante crescita - afferma Massimiliano Rocco, Responsabile del Programma Specie, Traffic & Timber Trade del WWF Italia - Questo fenomeno è legato sempre di più ai mercati nazionali di avorio illegale, o alla scarsa e insufficiente regolamentazione nazionale, soprattutto di alcuni paesi, in particolare Thailandia, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo, dove un mercato interno privo di regole sta di fatti fornendo ai bracconieri una grande opportunità per riciclare l'avorio, che spesso trova un canale nel mercato internazionale, in contrasto con la normativa CITES e arriva sui nostri mercati dove andrebbe del tutto chiusa la possibilità di commercializzarlo e non lasciare ad autorità di polizia sempre più in difficoltà per risorse e mezzi il compito di contrastare il riciclaggio di questi prodotti".

Per foto e video di repertorio sugli eventi vai al link: http://upload.wwf.it/earth/File/Elefanti/
Per maggiori informazioni su come sostenere il progetto di conservazione dell'elefante: www.wwf.it/adozionielefante
Marilisa Romagno
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