11/11/2016 - 16:20

Efficienza energetica: ecco cosa è cambiato in Ue da quando è in vigore la direttiva ErP

Dal 26 settembre 2015 nell'Unione europea è entrata in vigore la direttiva ErP (Energy related Products), ovvero le nuove norme per l’efficienza energetica e la riduzione dei consumi così come previsto dal protocollo di Kyoto. Vediamo di cosa si tratta.

A partire dal 26 settembre 2015 nell’Unione europea sono entrate in vigore le nuove norme per l’efficienza energetica e la riduzione dei consumi energetici così come previsto dal protocollo di Kyoto. Parliamo della direttiva ErP (Energy related Products) ovvero la 2009/125/CE che è stata adottata negli Stati membri per mettere appunto in atto quanto previsto dall’accordo internazionale stipulato nel dicembre 1997 con l’obiettivo di contrastare il riscaldamento climatico globale.
etichettatura_energetica
A partire dal 26 settembre 2015 nell’Unione europea sono entrate in vigore le nuove norme per l’efficienza energetica e la riduzione dei consumi energetici così come previsto dal protocollo di Kyoto. Parliamo della direttiva ErP (Energy related Products) ovvero la 2009/125/CE che è stata adottata negli Stati membri per mettere appunto in atto quanto previsto dall’accordo internazionale stipulato nel dicembre 1997 con l’obiettivo di contrastare il riscaldamento climatico globale.

L’Unione Europa, tramite il così detto “Piano Europeo 20 20 20” ha infatti introdotto un insieme di misure studiate per ridurre le emissioni di CO2 ed aumentare l’utilizzo delle energie rinnovabili. L’obiettivo era quello di ottenere entro il 2020 una riduzione del 20% di emissioni di anidride carbonica, una riduzione del 20% dell’utilizzo di fonti di energia primaria e un aumento del 20% delle energie rinnovabili. Si tratta dunque di un pacchetto di norme ripreso dalla direttiva 2009/29/CE. In particolare i regolamenti Ecodesign ed Ecolabel, che riguardano in particolare la progettazione eco compatibile e l’etichettatura energetica, prevedono delle normative per consentire all’UE di raggiungere gli obiettivi del Piano 20-20-20.

Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede la direttiva 2009/29/CE in materia di etichettature energetiche.  I prodotti per il riscaldamento dell'acqua e dell’ambiente rappresentano in Europa circa il 30% del consumo interno di energia, spiega Ariston azienda leader nel sistemi di riscaldamentoLa progettazione di prodotti eco-compatibili e la promozione delle tecnologie ad alte prestazioni sugli utenti finali nel 2020 determinerà: un risparmio energetico annuo equivalente a 56 milioni di tonnellate di petrolio, quantificabile al risparmio ottenuto se i sistemi di riscaldamento dell’acqua e dell’ambiente di due nazioni grandi come l'Italia fossero disattivati, continua Ariston. A partire dal 26 settembre 2015, la regolamentazione ErP e l’ etichettatura energetica vengono applicati in Europa ai prodotti di riscaldamento dell’acqua e dell’ambiente (caldaie, pompe di calore, dispositivi di micro-cogenerazione, scaldabagni, e serbatoi di stoccaggio di acqua calda), prosegue l’azienda. 

Ma come vanno lette le etichette energetiche? Esistono diverse etichette, in base al tipo e alle funzioni del prodotto (riscaldamento dell’acqua o solo d’ambiente o di entrambi, e in questo caso l'etichetta deve riportare entrambe le classificazioni), precisa ancora Ariston. Oltre alla classe energetica, l'etichetta fornisce altre informazioni che risultano utili per capire quale sia il prodotto con il minor impatto ambientale (ad esempio potenza e consumi in diverse zone climatiche, rumorosità ecc). 

Ma non è tutto. Se entriamo nel dettaglio dei sistemi di riscaldamento, in particolare le caldaie, vediamo come la normativa Ecodesign preveda, per quanto riguarda i sistemi di potenza inferiore o uguale a 400kW, che – sempre a partire dal 26 settembre 2015 - possano essere prodotte, messe in vendita sul mercato e installate solamente caldaie a condensazione. Secondo la nuova normativa le caldaie convenzionali a camera stagna non possono infatti più essere installate in quanto non rispettano i requisiti minimi di rendimento, che vengono calcolati sul “potere calorifico superiore”. L’unica eccezione ammessa è per le caldaie convenzionali non a camera aperta di tipo B utilizzate in caso di canne fumarie collettive ramificate in edifici multifamiliari. Non solo. La normativa Ecolabel prevede anche che le caldaie debbano essere abbinate a un’etichetta energetica (da A++ a G) in cui il consumatore possa trovare tutte le informazioni riguardo l’efficienza energetica.

Le nuove norme europee sull’efficienza energetica puntano dunque a facilitare l’utente finale nella scelta del prodotto: ciascun sistema deve infatti essere correlato da un’etichetta energetica che contiene informazioni riguardo la classe di efficienza, consumi energetici, rumorosità etc. Dall'entrata in vigore delle regole Ue, anche gli e-commerce sono tenuti ad esporre le etichette energetiche complete.

Ma quali sono i benefici che i consumatori traggono dalle nuove regole? Prima di tutto notevoli risparmi energetici (anche in fatto di caldaie) e la possibilità di poter paragonare i prodotti online. Ma non solo: anche l'ambiente ne giova. A partire dal 2020 le misure introdotte ridurranno fortemente le emissioni europee, portando ad un risparmio di energia primaria pari a 166 MTE, pari al fabbisogno energetico primario della nostra Penisola, ossia al consumo di circa 60 milioni di famiglie. 

Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

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