In risposta alle recenti
richieste di
confrontare i
costi della
perdita di biodiversità con i
benefici che deriverebbero da una sua
tutela, l'
Unione Europea ha avviato nel 2007 lo studio dell'"
Economia degli ecosistemi e biodiversità" (TEEB), il cui scopo è
valutare le ripercussioni economiche derivate da una sua eventuale perdita.
Dal primo rapporto TEEB, pubblicato nel 2008, si evince che, se l'attuale trend continuasse, entro il 2050 l'
11% delle aree naturali andrebbe perso, assieme al
60% delle barriere coralline (entro il 2030) e quasi il
40% dell'attuale terreno agricolo verrebbe destinato ad agricoltura intensiva, con una ulteriore perdita di biodiversità.