23/06/2020 - 13:04

Economia circolare: vantaggi ed esempi virtuosi

Green Economy e mobilità sostenibile.

Quando si parla di sostenibilità non ci si riferisce semplicemente a nuove e innovative modalità di spostamento che hanno meno impatto sull’ambiente, ma anche a tutte quelle strategie economiche e sociali che possono rendere la nostra vita più semplice, abbattendo qualsiasi forma di sfruttamento, sia esso ambientale o umano. È proprio in questo contesto che si inserisce l’economia circolare, fenomeno che analizzeremo con cura e attenzione nelle prossime righe.

economia circolare - circular economy
Cos’è l’economia circolare?

Il termine economia circolare è sicuramente arrivato all’orecchio di tantissime persone negli ultimi anni e, in sintesi, può essere definita usando le parole scelte dalla Ellen MacArthur Foundation nel suo rapporto del 2012 “Verso l'economia circolare: motivazioni economiche e di business per una transizione accelerata”:

“Economia circolare è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”.

Insomma, un impianto economico capace di ridurre qualsiasi tipo di spreco perché pensato e strutturato per garantire un costante riuso e riciclo di qualsiasi materiale e risorsa in piena contrapposizione al sistema economico lineare che tutti conosciamo.
La linearità, infatti, prevede un’abbondante disponibilità di risorse in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento ed è proprio questa caratteristica a renderlo sempre meno funzionale ai tempi che viviamo.

I principi alla base dell’economia circolare
La circolarità è un nuovo modo di immaginare e vedere prodotti e cicli produttivi, basata sulla sua capacità di rigenerarsi autonomamente.
Attualmente, ciò a cui siamo abituati è un eccessivo sfruttamento delle risorse che, una volta esaurito il loro potenziale produttivo, altro non sono che elementi da smaltire per una massimizzazione del profitto e un abbattimento dei costi.
Con l’economia circolare, invece, si parla di un uso e reintegrazione di ogni risorsa; è ovvio, quindi, che ogni ciclo produttivo deve essere rivisto e adattato a questo nuovo modus operandi.

Per farlo, si parte da cinque principi base:

  1. Progettazione ecosostenibile: ogni prodotto deve essere pensato e progettato avendo ben chiaro come potrà essere impiegato in un secondo momento; ecco perché deve necessariamente avere caratteristiche tecniche che ne consentano il recupero.
  2. Moduli versatili: i prodotti devono essere modulari e versatili di modo che siano sempre adattabili a qualsiasi condizione d’uso.
  3. Energie rinnovabili: le energie prodotte da fonti rinnovabili sono la chiave per abbandonare in tempi rapidi i combustibili fossili.
  4. Creazione di ecosistemi: bisogna iniziare ad adottare un approccio olistico, ponendo, quindi, molta attenzione all’intero sistema di produzione.
  5. Recupero e riuso: le materie prime vergini devono essere sostituite con materie prime seconde provenienti da azioni di recupero atte a preservarne la qualità.

Alcuni esempi virtuosi
La domanda che sicuramente sorge spontanea leggendo tutto questo è una, ovvero: “Come possiamo applicare l’economia circolare a ogni settore produttivo in modo efficace?”
Uno degli esempi che vogliamo portare alla tua attenzione viene dal campo automobilistico, in cui parlare di riuso e riciclo di materiali è sicuramente una grande innovazione.
L’economia circolare è, però, il sistema di produzione adottato da tutto il Gruppo Volkswagen nel suo percorso verso la carbon neutrality.
Questo progetto si basa su 3 assiomi fondamentali:

  • Ridurre
  • Riutilizzare
  • Riciclare

A incarnarli abbiamo il progetto Aluminium Closed Loop, che consiste nel rendere gli scarti di lavorazione dell’alluminio ai fornitori, di modo che possano riciclarli.
Con questo si raggiunge un duplice obiettivo:

  • Contribuire alla decarbonizzazione dell’azienda.
  • Dare una nuova vita a risorse che, altrimenti, sarebbero risultate impossibili da usare e dunque eliminate.

Proprio a questo secondo punto può essere collegato un altro interessante progetto circolare del gruppo tedesco chiamato Exchange 2.0 e che fa ancora più suoi i principi di riutilizzo e rigenerazione.
I componenti usati vengono riportati al livello qualitativo originale e, di conseguenza, possono essere venduti come nuovi pezzi di ricambio con doppio beneficio, ambientale ed economico.

Parallelamente, si lavora anche per garantire la massima sostenibilità al ciclo vitale delle batterie montate dalle auto del Gruppo Volkswagen, che aderisce alla Global Battery Alliance.
Si tratta di un’organizzazione fondata sul rispetto dei diritti umani e sociali, che vengono garantiti in ogni fase della lavorazione: dell’estrazione delle materie prime alla definizione di soluzioni per il riutilizzo delle batterie stesse.

Le sfide e opportunità per il prossimo futuro
Sebbene sembrasse una sfida impossibile all’inizio, è doveroso dire che il presente ci sta dando ragione: mettere in piedi dei sistemi produttivi che si basano sull’economia circolare, infatti, non solo è possibile, ma è una strategia particolarmente efficace.
Sul breve termine, la circolarità vuol dire riuscire a garantire una produttività praticamente infinita grazie al costante riciclo e riuso di qualsiasi materiale.
Sul lungo termine, invece, un’economia circolare può davvero aiutare nella realizzazione di un futuro migliore sia per l’ambiente che per le nostre abitudini, tornando a un consumo attento e coscienzioso non solo delle risorse che il Pianeta ci mette a disposizione, ma anche del nostro tempo.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

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