20/09/2017 - 16:58

Economia circolare: occorre dimezzare l'uso delle risorse naturali

Gli Amici della Terra hanno presentato le proprie osservazioni e proposte al documento “Verso un modello di economia circolare” elaborato dal Ministero dell’Ambiente e messo in consultazione pubblica.
economia circolare
Secondo gli Amici della Terra, il testo in consultazione non tiene conto adeguatamente delle attuali condizioni del nostro ciclo di produzione e consumo, in particolare nel settore di rifiuti. Metà del Paese è lontana dall’aver attuato un ciclo integrato, al punto da esportare gran parte dei propri rifiuti urbani o, addirittura, da confinarli ancora nelle discariche.

“E’ ben strano – dice Monica Tommasi, presidente dell’Associazione - che il documento consideri il riutilizzo e il riciclo dei materiali ma non il recupero di energia tramite incenerimento o co-combustione dei rifiuti non più riutilizzabili o riciclabili” come invece proposto dalla stessa Commissione Europea nella comunicazione “Il ruolo della termovalorizzazione nell'economia circolare” del gennaio 2017”.

“Il timore – prosegue Monica Tommasi – è che per arrivare ad una fase di attuazione, di una ampia economia circolare, possano passare altri venti anni e che la teoria non si confronti mai con i problemi reali”. Già negli anni 90 gli Amici della Terra sono stati promotori della edizione italiana di Fattore 4, il testo di Amory Lovins, Hunter Lovins e Ernst von Weizsäcker, diventato ora il testo di riferimento degli indirizzi dell’Europa e degli stati membri. Come si sosteneva allora “raddoppiare il benessere dimezzando l’uso di risorse naturali è possibile, ed è anche l’unico modo realistico per ridurre l’impatto ambientale della produzione industriale”, ha aggiunto Monica Tommasi. Nel documento di osservazioni e proposte dell’Associazione si affrontano anche i temi della formazione, pure a fini occupazionali, considerati i profondi cambiamenti attesi e ai rischi per le risorse umane e le imprese di settori non più in linea con le nuove esigenze dello sviluppo moderno e sostenibile.

Infine, dopo aver sottolineato la necessità di definire un quadro più strutturato e compatto di intervento, una particolare attenzione è dedicata al tema della “simbiosi industriale”, con l’auspicio dell’estensione a livello nazionale delle esperienze già sviluppate a livello regionale e sul modello del network “SUN – Symbiosis User Network”.
Tommaso Tautonico
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