13/11/2020 - 12:20

Economia circolare. La startup Vaia fa rivivere i boschi delle Dolomiti con un cubo in legno

La startup VAIA recupera il legno degli alberi abbattuti dall’omonima tempesta, che nel 2018 ha devastato alcuni dei più bei paesaggi delle Dolomiti, per realizzare un amplificatore per smartphone 100% naturale, il VAIA Cube, collaborando con falegnamerie e artigiani delle zone colpite. L’obiettivo? Far rivivere le foreste colpite piantando un nuovo albero per ogni amplificatore venduto.

 

Economia circolare, startup Vaia

Come rispondere in modo concreto alle conseguenze di un disastro climatico? È questo il punto di partenza della startup VAIA, che con il suo VAIA Cube ha voluto contribuire alla ripartenza delle comunità e delle foreste colpite creando un oggetto bello ed evocativo. Così gli alberi sradicati dalla tempesta Vaia, la più grande catastrofe forestale avvenuta in Italia negli ultimi 50 anni, diventano amplificatori di design 100% naturali, realizzati proprio con i larici e gli abeti delle aree colpite. Ancora, per ogni cubo venduto la startup pianta un nuovo albero, in totale ottica circolare.
Fondatori della startup i tre giovani under-30 Federico Stefani, Paolo Milan e Giuseppe Addamo, inseriti nella classifica Forbes Italia “100 NumberOne – L’Italia dei giovani leader del futuro”. «Il VAIA Cube è realizzato artigianalmente, ogni pezzo è unico – afferma il CEO e fondatore Federico Stefani –. Al di là del prodotto però, ciò che ci sta a cuore è contribuire a una visione per il futuro. La nostra mission è realizzare oggetti utili, sia per le persone che per la natura, recuperando materie prime provenienti da luoghi colpiti da calamità naturali. A cominciare, appunto, dagli alberi abbattuti da Vaia sulle Dolomiti».

La startup si propone di contribuire al passaggio da un’economia verticale a una circolare, e quindi alla generazione di benefici per l’intero ecosistema. La startup, che a oggi ha venduto oltre 15mila VAIA Cubes in tutto il mondo, è riuscita a conquistare una vivace community di oltre 40mila follower online, e a farsi notare da aziende che operano in una logica di corporate e social responsibility. Per il co-fondatore Giuseppe Addamo, «il valore generato da un’impresa non può prescindere dalla dimensione sociale e ambientale in cui essa opera. Un’azienda deve produrre un impatto positivo nel mondo: solo così crea valore. A VAIA cerchiamo di farlo ogni giorno».

La vivacità della community della startup e l’apprezzamento per il loro contributo alla sensibilizzazione sull’importanza di sostenibilità e tutela ambientale, sono emersi anche durante il VAIA Day, una giornata di confronto e riflessione svoltasi domenica 8 novembre nell’ambito del progetto “Un Pianeta che Vorrei”, in collaborazione con l’associazione H2O+ e con il contributo di Fondazione Caritro – Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto. Una giornata di incontri online per parlare di economia circolare e resilienza, a cui hanno partecipato importanti realtà industriali come ad esempio Giulio Bonazzi, Presidente di Aquafil Group.  

Durante i dibattiti è emerso il ruolo fondamentale della ricerca e dell’innovazione nel riuscire a coniugare profitto e visione di sostenibilità, circolarità e impatto zero. Le 15mila persone raggiunte dalla diretta Facebook dell’evento sono un’ulteriore conferma dell’auspicio, condiviso da molti, di un’Italia più circolare e attenta alle necessità delle generazioni future.

 

Marilisa Romagno
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