27/11/2016 - 18:21

Dissesto idrogeologico, allarme a Genova e Torino. I soldi ci sono ma non li usiamo

Continua l'allarme maltempo nel nostro Paese con i conseguenti rischi legati al dissesto idrogeologico. Oggi tocca a Genova e Torino.

Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, continua a sottolineare l’impegno del suo governo nei confronti della lotta al dissesto idrogeologico, ma le situazioni difficili quanto pericolose continuano ad accadere, ultima l’allerta di oggi a Genova e Tornino causa del maltempo. 
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Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, continua a sottolineare l’impegno del suo governo nei confronti della lotta al dissesto idrogeologico, ma le situazioni difficili quanto pericolose continuano ad accadere, ultima l’allerta di oggi a Genova e Tornino causa del maltempo. 

Le Regioni possono già investire, sul fronte della sicurezza del territorio, la prima parte dei fondi previsti dal primo stralcio del piano da 1,3 milioni per le aree metropolitane, cioè circa 95 milioni, ha ricordato Galletti nel corso del convegno intitolato “Prevenzione Civile” e organizzato al Cnr da Italia Sicura per presentare l’azione complessiva del governo sulla prevenzione sismica e idrogeologicaLe risorse ci sono, ha detto il ministro ora dobbiamo agire. Sempre a proposito di difesa del territorio, il ministro ha poi sottolineato che "prevenzione è anche corretta gestione delle acque e delle bonifiche. Il Cdm di fine ottobre – ha affermato Galletti - ha approvato i piani di gestione acque e dei rischi alluvionali: uno strumento pianificatorio essenziale". Poi un ulteriore passaggio sulle bonifiche dei Siti d'Interesse Nazionali, attraverso le quali, ha sottolineato Galletti, “restituiamo suolo impermeabilizzato e non ne consumiamo di nuovo nel 2014 abbiamo restituito alla comunità 4.289 ettari, oggi siamo a 9.000 dislocati complessivamente in 282 comuni italiani, spesso nei centri cittadini”

Per dare un segnale concreto dell’impegno nei confronti del dissesto idrogeologico il governo deve basare le priorità di intervento sulla scala di bacino idrografico elaborate dalle Autorità di distretto, fa presente il WWF. Secondo l’associazione per risolvere la difficile situazione attuale va utilizzata l’intera cifra di 1,9 miliardi di euro della legge di Bilancio 2017 alla prevenzione e all’emergenza idrogeologica e sismica va appoggiato alla Camera l’emendamento salvasuolo al disegno di legge di Bilancio 2017 approvato in commissione Bilancio per vincolare gli introiti ai Comuni derivanti dai proventi delle sanzioni e dai titoli abilitativi edilizi a interventi di risanamento ambientale e contro il rischio sismico e idrogeologico e chieda di garantire una corsia preferenziale per il disegno di legge sul consumo del suolo (ora in Senato), che va approvato, con le necessarie modifiche al più presto. 

In Liguria quasi un quarto del suolo (23,8%), entro la fascia di 150 metri dagli alvei fluviali, è stato consumato tra il 2012 e il 2015. Si è costruito a ridosso e dentro gli alvei: alla foce del Magra, al confine tra Liguria e Toscana, i centri abitati di Bocca di Magra e Fiumaretta, che si affacciano al fiume, l’uno di fronte all’altro, hanno occupato l’occupabile. In alcuni tratti del Vara, un altro dei fiumi ‘impazziti’ nel 2011, nel 1857 l’alveo attivo era largo 820 metri, nel 1954 era ridotto a 370 e attualmente è circa 140 metri. Non parliamo di Genova, dove i corsi d’acqua sono stati cementificati, canalizzati e “tombati”, cioè coperti, nascosti. Ma non cambia molto in altre regioni, come il Trentino Alto Adige con il 12%, il Piemonte con l’9%, l’Emilia Romagna con l’8,2%, la Lombardia con l’8% o la Toscana con il 7,2% di ulteriore consumo di suolo entro la fascia di 150 metri dei fiumi in questi ultimi 3 anni (ISPRA, 2016), continua il WWF. 

Rosamaria Freda
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