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19/05/2017 - 13:16

Dalle bottiglie alle fibre: il mondo dello sport può vestirsi sostenibile

Sono belle, colorate e senza dubbio performanti: sono le divise dei professionisti del Giro d’Italia che, nel mese di maggio, attraversano l’Italia in lungo e in largo pedalando per conquistare la Corsa Rosa.
sostenibile
Oggi, grazie a all’esperienza consolidata nel mondo delle fibre sintetiche e in particolare a oltre 40 anni di attività nel mercato del poliestere, i filati RadiciGroup sono in grado di abbinare le prestazioni alla sostenibilità: sempre più numerosi sono i progetti con filati da polimero riciclato (r-Radyarn®) a limitato impatto ambientale ma allo stesso tempo capaci di garantire leggerezza, comfort, protezione dai raggi solari (fattore UPF +50). r-Radyarn® è il marchio commerciale di un filato in poliestere ottenuto dal riciclo del PET (le comuni bottiglie di plastica) che, come dimostrato da recenti studi LCA (Life Cycle Assessment), riduce le emissioni di anidride carbonica: per ogni chilogrammo di PET riciclato vengono infatti risparmiati fino a tre chilogrammi di anidride carbonica. Anche i dati sul risparmio energetico mostrano una riduzione per kg/prodotto del consumo di energia pari al 45-50% rispetto ai prodotti standard (realizzati cioè a partire da materie prime non rinnovabili).

Filati che nascono da un processo - dalla raccolta delle bottiglie post-consumo, alla successiva rilavorazione e fino alla produzione del filo – effettuato interamente in Europa e controllato in ogni sua fase e per il quale RadiciGroup è in grado di fornire la certificazione UNI 11505 a documentazione della totale tracciabilità del materiale. Nell’abbigliamento sportivo è molto utilizzata anche la poliammide, meglio conosciuta come nylon, altra tipologia di fibra sintetica prodotta in casa RadiciGroup, a partire dalla chimica del polimero. Questi filati, infatti, garantiscono morbidezza, aspetto naturale e traspirabilità ai capi, caratteristiche di fondamentale importanza per chi pratica sport.

Anche la produzione di poliammide contempla una versione sostenibile da fonte rinnovabile: si tratta della PA 6.10 che nasce utilizzando un polimero ottenuto per il 64% da acido sebacico (ricavato dai semi della pianta dell’olio di ricino) e per il 36% da esametilendiammina da petrolio: prodotti che consentono dunque di ridurre notevolmente l'impiego di risorse non rinnovabili rispetto ad altre poliammidi interamente basate su intermedi petrolchimici. Tante soluzioni, numerose opportunità, un unico fornitore “a monte” nella filiera dell’abbigliamento sportivo: tutto questo è RadiciGroup, produttore di una vasta gamma di fibre sintetiche ad elevate performance ma che, allo stesso tempo, possono essere a limitato impatto ambientale. E chissà che nei prossimi anni il progetto del Giro d’Italia denominato “Ride Green” volto a sensibilizzare sul tema della raccolta differenziata allarghi il proprio orizzonte “sostenibile” e faccia in modo che le bottiglie di plastica raccolte durante le tappe trovino un percorso di valorizzazione proprio nel mondo del tessile sportivo!
Tommaso Tautonico
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