01/01/2013 - 01:00

Dalla geotermia il 10% della produzione elettrica

E' potenzialmente l'Italia il Paese leader della geotermia a basso o nullo impatto ambientale. Il nostro Paese potrebbe sviluppare fino al 10% della produzione di elettricità dal suo suolo vulcanico, soprattutto nella vocatissima fascia tirrenica centro-meridionale: la stessa quantità prodotta dalle quattro centrali nucleari del piano Berlusconi.
A mancare, finora, è stata la progettazione e la volontà politica di andare verso forme di sfruttamento compatibili con salute, ambiente e territorio del calore del sottosuolo. Un trend in rapido cambiamento, che impone forme innovative di produzione energetica, a partire dalla reimmissione dei fluidi geotermici e dalla creazione di piccole-medie centrali a circuito chiuso, molto diverse dalla vecchie e inquinanti installazioni. E' quello che emerge dalla prima giornata del convegno internazionale "Sustainable Geotermal Exploitation in Urbanised Environments: the Southern and Central Italy volcanic areas" che si sta tenendo a Napoli a villa Doria d'Angri (Via Petrarca 80) per iniziativa dell'Università Parthenope e dell'INGV, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, assieme a un nutrito gruppo di partner tra cui GIGA, il Gruppo informale Geotermia e ambiente che si è costituito per sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica sullo sviluppo ecologicamente sostenibile di questa antica fonte rinnovabile.

Ieri la carrellata di interventi dai paesi europei che hanno maggiormente investito nel geotermico ha disegnato un quadro di sviluppo complessivo. "L'Islanda - ha spiegato G.O. Fridleifsson del progetto Iceland Deep Drilling- stima di poter produrre 100.000 megawatt nei prossimi 50 anni con la geotermia". La Francia conta di moltiplicare per sei, da qui al 2020, la quantità di energia ottenuta dal calore del sottosuolo, generando anche una quantità di calore tale da riscaldare 2 milioni di abitazioni. Ieri, nella tavola rotonda, si è discusso delle prospettive per l'energia geotermica in Campania, a partire dal progetto di ricerca previsto nei Campi Flegrei. Sono intervenuti fra gli altri il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, il vicesindaco di napoli Tommaso Sodano e il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia.
Tommaso Tautonico
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