01/01/2013 - 01:00

Da Zero a Cento – Le nuove età della vita

Una mostra di arte + scienza. Triennale di Milano (21 febbraio – 1 aprile 2012). La mostra esplora le nuove età della vita aiutando il visitatore a comprendere come e perché il nostro corpo e la nostra mente sono molto diversi da quelli delle generazioni che ci hanno preceduto.
Nell’ultimo secolo il corpo umano ha subito cambiamenti radicali: oggi siamo più alti, più forti, più intelligenti e viviamo quasi il doppio rispetto a prima. È facilmente confutabile l'opinione diffusa che il passato fosse migliore del presente, infatti, nel corso delle ultime 3-4 generazioni è migliorata la qualità della vita, sono diminuite le malattie ed è aumentato il reddito pro-capite. Giovanni Carrada specifica che “c'è una grande distorsione di prospettiva, tanto profonda quanto difficile da percepire, quando prendiamo in considerazione l'impatto che la tecnologia basata sulla scienza ha avuto e avrà sulla nostra vita. Siamo infatti abituati a pensare che abbia cambiato il mondo, il che naturalmente è vero: basta guardarsi intorno. Non ci siamo invece resi conto di come abbia cambiato anche noi stessi, cioè il nostro corpo e la nostra mente. […] E fatichiamo a renderci conto che molte delle conoscenze su noi stessi che la scienza continua a produrre possano aiutarci a scegliere di migliorare la nostra vita. In ogni sua fase”.

La mostra è caratterizzata da un dialogo tra arte e scienza: il fruitore è così invitato a guardare le nuove età della vita da una duplice prospettiva.

L'esposizione si apre all'insegna di 100 years di Hans-Peter Feldmann. Con i suoi 101 scatti fotografici, l'artista offre un ritratto delle età della vita umana e offre un'introduzione ai contenuti affrontati lungo tutto il percorso espositivo. Feldmann ci porta a confrontarci con il passare del tempo, mostrandoci come siamo stati, come siamo e come (forse) saremo.

La vita comincia ancor prima di venire al mondo come raccontano le opere di Gabriel Orozco e Anish Kapoor. In La Isla de Simon, che a primo impatto sembra un uovo immerso nell'acqua, la forma di una pancia evoca un luogo di passaggio, dove avvengono trasformazioni fondamentali per la vita che nascerà. Untitled è un cubo massiccio di materiale plastico trasparente con al suo interno una bolla d'aria, massa informe che evoca lo stato embrionale. Molti studi dimostrano che quello che accade durante la gravidanza può influenzare il nascituro per tutta la vita. Ad esempio, se la madre non si nutre bene, il figlio rischia di essere soggetto ad obesità. La tutela della salute comincia al momento del concepimento.

Il gioco e l'educazione sono i due elementi che caratterizzano l'infanzia: qui, questi due elementi ci sono presentati da Martin Creed e Guy Ben-Ner. Nell'installazione Balls ogni palla è diversa dalle altre per dimensione, peso, colore. Il fruitore può interagire con l'opera, cambiando la relazione tra le palle e lo spazio circostante: in questo modo ritorna a una condizione infantile perchè il gioco è lo strumento per imparare i rapporti tra le cose. In Wild Boy Guy Nen-Ner riadatta L'enfant sauvage di Truffaut: l'artista interpreta il padre che educa il figlio. Il riadattamento spiega i l rapporto tra genitore e figlio alla luce delle trasformazioni della società attuale. Il padre assume un ruolo importante quanto quello della madre nelle fasi di educazione.

L'infanzia è il momento determinante per lo sviluppo del cervello: più esperienze si fanno da bambini, più ricca sarà la mente per tutto il resto della vita.

L'adolescenza, fase di scoperta di se stessi, emerge nelle sue diverse sfaccettature nelle opere di Marcello Maloberti, Ryan Mc Ginley e Evan Baden. Un adolescente cinese, seduto a terra, ritaglia immagini di montagne e le abbandona al suolo. I ritagli vengono via via spostati dai visitatori, che cambiano continuamente le configurazioni paesaggistiche. Ryan Mc Ginley sceglie come soggetti degli adolescenti che ostentano con naturalezza la loro nudità o che si ribellano. I volti dei suoi personaggi sono stupiti e straniati: nell'adolescenza ci sono tante incertezze, ma anche tante cose da scoprire. Evan Baden, invece, racconta il rapporto dei giovani con le nuove tecnologie. La serie The Illuminati porta il fruitore a riflettere sul rapporto che gli adolescenti intrattengono con i dispositivi digitali. L'illuminazione proviene unicamente dai display, che rubano l'attenzione dei protagonisti. Non trapelano né emozioni né sentimenti. L'adolescenza arriva a configurarsi come una seconda possibilità per imparare e acquisire conoscenze specializzate. L'aumento degli anni di studio e il posticipo del momento in cui si assumono responsabilità adulte hanno spostato in avanti la maturazione psicosociale.

La fase adulta determina la scelta del partner e la costituzione di un proprio nucleo familiare. Mentre Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini raccontano lo sviluppo di una storia d'amore che matura fino all'arrivo del primo figlio. Something in the way, Quella sensazione di eterna felicità che si trova alla fine delle favole senza fine e Adesso che sei arrivata tu la nostra prospettiva si è nuovamente capovolta raccontano il passaggio dalla vita di coppia alla formazione del nucleo familiare. Frances Stark, con My Best Thing, riporta l'attenzione sulla natura dei rapporti sentimentali e sessuali nell'era della tecnologia e della comunicazione virtuale, dove il partner può essere scelto in una video chat room.

La gioventù è l'età della vita che è cambiata di meno con l'avvento della modernità: gli uomini tendono a preferire donne più giovani perchè più fertili; e le donne, gli uomini disposti a dedicare le loro risorse ai figli.
Nel video Turn on, Adrian Paci allude al potenziale inespresso dell'energia umana. L'artista racconta il rito quotidiano di venti uomini senza lavoro, che siedono sui gradini in una piazza e offrono la propria forza lavoro a chi vorrà utilizzarla: ognuno di loro accende un generatore elettrico a cui è collegata una lampadina. Alla fine si vede una costellazione di luci, che simboleggia l'energia umana pronta a concretizzarsi nella vita reale attraverso il lavoro. Cindy Sherman invece ritrae donne di mezza età, all'apice del potere sociale ma già soggette al declino fisico. Queste fotografie dimostrano che il tempo non si può fermare: mentre si concretizzano le proprie aspettative, si avvicina la vecchiaia.

Un quasi vecchio di alcune generazioni fa, oggi è un quasi giovane: il merito è nel miglioramento delle condizioni di vita.

Il protagonista del video Frolic and Detour di John Pilson ignora la morte che batte la mano sulla sua spalla. L'uomo ostenta ottimismo e sicurezza. Miwa Yanagi sceglie delle giovani modelle e chiede loro di immaginarsi a distanza di cinquant'anni: le modelle sono poi state trasformate e ritratte come donne anziane grazie ad un lavoro di make up e di post produzione. Tutte le giovani modelle si sono immaginate una vecchiaia in piena attività. I personaggi del film di Stefania Galegati Shines riscoprono l'amore, anche fisico, a distanza di quasi cinquant'anni.
La lunghezza media della vita è raddoppiata e in età avanzata si vive di ciò che è stato accumulato nella prima parte della vita.

Le opere in mostra diventano una prova che la vita umana è cambiata e sta ancora cambiando in relazione agli stimoli esterni, ma anche alla capacità di immaginare e realizzare se stessi che sempre si rinnova.

(autore: Antonella Zadotti)
Redazione
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