16/11/2016 - 09:17

COP22, Galletti è ottimista: anche Trump capirà l’importanza dell’Accordo di Parigi

Intervistato da Tgcom24 il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, ha manifestato il suo ottimismo sulla possibilità che il neo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, capisca l'importanza dell'Accordo di Parigi sul contenimento del fenomeno dei cambiamento climatico e continui su una strada giusta di tutela del Pianeta.

Anche Donald Trump, neo presidente degli Stati Uniti, capirà l’importanza dell’Accordo di Parigi e proseguirà sulla strada giusta per l’ambiente. Ad affermarlo è stato il nostro ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, nel corso di una sua intervista a “Dentro i fatti” di Tgcom24.
cop22_galletti_trump
Anche Donald Trump, neo presidente degli Stati Uniti, capirà l’importanza dell’Accordo di Parigi e proseguirà sulla strada giusta per l’ambiente. Ad affermarlo è stato il nostro ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, nel corso di una sua intervista a “Dentro i fatti” di Tgcom24.

Il ministro, rispondendo ad una domanda sul fatto che ci possa essere preoccupazione sulle ripercussioni della politica ambientale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull’applicazione dell’accordo di Parigi, ha infatti precisato che “più che preoccupazione  c’è attesa sulle sue dichiarazioni fatte in campagna elettorale. Ma anche l’amministrazione Trump capirà l’importanza dell’accordo e la bontà di proseguire su questa strada”.  Secondo fonti ufficiali sembra infatti che il presidente Trump stia già cercando una scorciatoia per aggirare la "clausola di rescissione" del Trattato sul Clima firmato a Parigi. Il timore è quindi che Trump, annullando l'accordo internazionale sul clima, possa vanificare qualsiasi politica ambientalista avviata da Obama.

Ma Galletti non crede che questo possa avvenire e continua sulla strada dell'ottimismo. I cambiamenti climatici non si possono negare, “sono una realtà” ha detto Galletti citando alcuni dati. “Il 2015 è stato l’anno più caldo della storia e il 2016 lo è ancora di più. Ed è chiaro che ciò è dovuto alle emissioni di Co2. Certo, anche la natura contribuisce, ma l’apporto dell’uomo è più rilevante”  ha detto il ministro che ha poi ricordato come nel corso della COP22 sia stata “registrata una grande determinazione – soprattutto da parte di grandi Paesi come Cina e Brasile - ad andare avanti sulla strada indicata dall’accordo di Parigi. E questo è molto rassicurante”. Oggi c’è una grande determinazione a contrastare i cambiamenti climatici. Il Protocollo di Kyoto ha impiegato 8 anni per entrare in vigore, mentre all’accordo di Parigi sono bastati soltanto 11 mesi” ha aggiunto infine il ministro. 

Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

condividi su