30/12/2016 - 13:28

Con la crisi le imprese tagliano gli investimenti per l'ambiente

Le imprese che sopravvivono alla crisi tagliano sugli investimenti per la prevenzione dell’ambiente. Si cerca di mitigare l'inquinamento con investimenti in tecnologie più pulite.
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Con la crisi che non ci abbandona anche le imprese fanno i conti con le ristrettezze economiche e per questi sono costrette a tagliare gli investimenti per la protezione dell’ambiente. Purtoppo così facendo diminuisce l'attenzione per la prevenzione e la mitigazione dell'inquinamento ambientale. I dati diffusi dall’Istat segnalano una tendenza che continua da tempo, nel 2014 la spesa a favore dell’ambiente è scesa del 19,7% poco meno di un quinto in un solo anno. Gli investimenti per la protezione dell’ambiente nel 2014 sono stati pari a 1,1 miliardi di euro. Il 2013 invece si era chiuso con una discesa degli investimenti del 16,9 per cento, andando ancora indietro fino al 2008 la situazione è andata sempre più peggiorando. Nel 2008 gli investimenti per la protezione dell’ambiente furono di 1,8 miliardi.

Nel 2014 a subire maggiormente la crisi e a tagliare gli investimenti sono state le piccole e medie imprese, mentre le aziende industriali con più di 250 dipendenti hanno ridotto i tagli anche l'anno precedente la situazione era contraria. Ma nel frattempo è scesa anche la produzione industriale.

Tra le imprese spendono di più le imprese più inquinanti, quelle dei settori della siderurgia, chimica, conceria e pelletteria. «Nel complesso le imprese industriali continuano a effettuare investimenti per rimuovere l’inquinamento dopo che è stato prodotto anziché integrare gli impianti con tecnologie più pulite che aiutano a proteggere l’ambiente dagli effetti negativi del processo produttivo». Gli investimenti vanno così suddivisi: il 71% dell’investimento viene utilizzato per impianti e attrezzature per mitigare l’inquinamento avvenuto, come gli impianti per il trattamento o il recupero dei rifiuti, i termoinceneritori, le reti di drenaggio per trattare versamenti di rifiuti o reflui. Il restante 29% va utlizzato per impianti e attrezzature che vanno a integrare le attrezzature degli impianti produttivi
Marilisa Romagno
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