01/01/2013 - 01:00

Come andare in "brodo di giuggiole"...

Anticamente vi è era la consuetudine nelle famiglie contadine del Veneto (soprattutto della zona di Arquà Petrarca) di conservare la frutta matura, ed in particolare le giuggiole, in vasi ottenendo così, per infusione un succo liquoroso che per la sua dolcezza veniva definito "Brodo di Giuggiole". Proprio dalle caratteristiche di questo dolce succo liquoroso nasce l'espressione "andare in brodo di giuggiole", ovvero andare in estasi.
Il liquore, a bassa gradazione alcolica, che oggi si può degustare, deriva dall'infusione naturale delle giuggiole e di altra frutta. Di colore rosso/marrone ha un gusto pieno, dolce e vellutato molto caratteristico.

Il brodo di giuggiole è ottimo come dopo cena, ma anche come digestivo.

Al giorno d'oggi è molto difficile da trovare e, essendo molto laborioso da preparare, pochissime persone lo producono in casa.

Io continuo a prepararlo tutti gli anni, e tutti gli anni l'estasi continua...

Ingredienti
:
• 1 chilo di giuggiole;
• 1 chilo di zucchero;
• 2 grappoli di uva Zibibbo;
• 2 bicchieri di vino bianco secco;
• 2 mele cotogne
• buccia grattugiata di un limone
• acqua quanto basta

Preparazione:
• Mettere le giuggiole (precedentemente lavate) in un tegame e coprirle con acqua.
• Aggiungere l'uva e lo zucchero.
• Cuocere per 1 ora a fuoco dolce, mescolare ogni tanto con un cucchiaio di legno.
• Aggiungere le mele prive di buccia (tagliate sottili) e il vino.
• Alzare la fiamma e fare evaporare il vino, a fine cottura (quando si sta gelificando) aggiungere la buccia del limone grattugiato, passare il composto con un colino e invasare a caldo, capovolgere i vasetti e lasciare raffreddare.

(autore: Matteo Belini - www.cuocopersonale.com)
Riccardo Bandello
Editore

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