09/10/2014 - 12:13

Collegato ambientale: sì al fracking in Italia. Ma i 5 Stelle non ci stanno

Sì alle attività di fatturazione idraulica, meglio noto come fracking, sul territorio italiano. E' quanto stabilisce il parere favorevole al collegato ambientale alla Legge di Stabilità 2014, approvato dalla commissione Bilancio di Montecitorio.
Il gruppo di lavoro ha infatti modificato quanto stabilito dalla commissione Ambiente con un emendamento approvato all'inizio del mese di settembre al testo che detta disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali, meglio noto come collegato ambientale. 
 
Nel dettaglio, il parere favorevole approvato dalla commissione stabilisce la soppressione dell'articolo dell'articolo 26-ter del testo, quello relativo al via libera alle attività di fracking in Italia, "poiché non si possono escludere effetti finanziari negativi derivanti dalla prevista automatica decadenza dalle concessioni e dai permessi in essere" si legge nel documento. 
 
Il divieto di messa in atto in Italia della tecnica usata per estrarre idrocarburi dalle formazioni di scisti, i cosiddetti shale gas e shale oil era stato stabilito da un emendamento firmato da un gruppo di parlamentari del Movimento 5 Stelle, capeggiati da Massimo De Rosa. L'emendamento, approvato dalla commissione Ambiente stabiliva, all'articolo 26 del collegato, che ai fini della tutela delle acque sotterranee dall'inquinamento e per promuovere un razionale utilizzo del patrimonio idrico nazionale, tenuto anche conto del principio di precauzione per quanto attiene il rischio sismico e la prevenzione di incidenti rilevanti, nelle attività di ricerca o coltivazione di idrocarburi rilasciate dallo Stato sono vietate le tecniche di stimolazione idraulica del giacimento mediante iniezione in pressione nel sottosuolo di fluidi liquidi o gassosi, compresi eventuali additivi, finalizzata a produrre o favorire la fatturazione delle formazioni rocciose in cui sono intrappolati gli idrocarburi.
 
Ovviamente la modifica della norma non ha lasciato indifferente il Movimento 5 Stelle, sostenitore della messa al bando del fracking in Italia. “E’ una follia ridurre il tema delle scelte strategiche sul fronte dell’energia e dell’ambiente a una questione puramente contabile. Non si può fare cassa giocando con la salute dei cittadini e il futuro del Paese?” commentano in una nota deputati e senatori M5S.
“In particolare, è scandalosa la bocciatura dell’articolo del testo che introduce il divieto di fracking perché, secondo la Bilancio, la decadenza delle concessioni potrebbe generare effetti finanziari negativi” continuano i parlamentari ricordando l'esistenza di una risoluzione in commissione Attività produttive e Ambiente votata all’unanimità che sostiene che il fracking sia un’attività pericolosa per l’ecosistema e per la salute dei cittadini.  “Non ci sono considerazioni contabili che tengano. Allora, secondo questa logica, persino la rinuncia al nucleare sarebbe negativa perché potrebbe portare minori introiti?” aggiungono i 5 Stelle.
Il collegato approderà nei prossimi giorni all'esame dell'Aula. 
 
Clicca qui per scaricare il testo del parere approvato dalla commissione Bilancio. 
Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

condividi su