01/01/2013 - 01:00

CO2 e Lulucf: Land use, land use change and forestry

La gestione efficiente delle emissioni di anidride carbonica ormai fa parte dell'agenda politica della Commissione Europea. Da Bruxelles una nuova comunicazione che potrebbe dare sostanza al criterio del LULUCF
Il calcolo delle emissioni di anidride carbonica diviene un problema sempre più stringente per la Commissione europea.

Quest'organo comunitario vive una fase particolare in cui studia le modalità attraverso le quali la CO2 intrappolata nelle foreste e nei terreni agricoli possa concorrere per abbatterne le emissioni: deve necessariamente affrontare trovando soluzioni operative le tematiche legate allo sviluppo sostenibile.

Sono necessarie, infatti, delle misure sempre più efficienti capaci di donare una dimensione concreta alle disposizioni del pacchetto 20-20-20: dallo sviluppo delle energie rinnovabili, alla riduzione della produzione di CO2 e al carbon storage.

I settori forestale ed agricolo sono tuttora privi di norme comunitarie in materia.
Tale considerazione diviene più rilevante se si pensa che gli alberi e i campi coprono più di tre quarti del territorio europeo, assorbendo grandi quantità di CO2.

Sarebbe auspicabile che tanto il comparto agricolo quanto quello forestale possano rivestire un ruolo di primaria importanza nella politica sul clima, in sintonia con i progressi scientifici permettono di conteggiare in modo attendibile gli assorbimenti e i rilasci di anidride carbonica delle piante e dei suoli.

La Commissione con la propria comunicazione del 12.03.2012 COM(2012) 94 final, partendo dalle premesse sopra evidenziate, vorrebbe definire delle norme per migliorare la gestione agricola e forestale (il termine tecnico è l'acronimo Lulucf: Land use, land use change and forestry).

Gli ambiti di attività entro i quali si sviluppa il LU sono: la creazione di nuove foreste (afforestazione, riforestazione); la gestione delle superfici forestali; la gestione dei suoli agricoli; la gestione dei prati e dei pascoli; i processi di rivegetazione; l'uso delle biomasse per produrre energia.

Inoltre, la Commissione Europea è dell'opinione che incrementando di un solo 0,1% la CO2 immagazzinata dalle piante, dalle coltivazioni e dai pascoli, si taglierebbero le emissioni di cento milioni di automobili. Il problema è che determinati eventi naturali o provocati dall'uomo, come siccità, incendi, deforestazione, impoverimento dei suoli, possono alterare l'equilibrio degli ecosistemi.

Proprio per questo motivo, Bruxelles auspica l'adozione di un metodo comune per stimare la CO2 trattenuta dal mondo agricolo e forestale, sulla scia di analoghe valutazioni compiute nell'ultimo vertice sul clima delle Nazioni Unite, a Durban nel dicembre dello scorso anno.
Il prossimo passo sarà presentare queste misure al Parlamento e al Consiglio, nell'ambito della procedura legislativa ordinaria. La Commissione vorrebbe imporre agli Stati membri dei Piani d'azione per migliorare l'assorbimento della CO2 nei due settori considerati, anche se non ha previsto degli obiettivi nazionali vincolanti. 
Alessio Elia
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