24/10/2018 - 12:35

Clima: UE, pochi investimenti su cattura e stoccaggio del carbonio ed energie rinnovabili

Stando a una nuova relazione della Corte dei conti europea, l’azione dell’UE per sostenere progetti di cattura e stoccaggio del carbonio e le fonti di energia rinnovabili innovative non ha avuto esito positivo.

stoccaggio co2

Fra il 2008 e il 2017, sono stati stabiliti valori-obiettivo ambiziosi, ma, a detta della Corte, il sostegno fornito dall’UE a progetti di dimostrazione ha raggiunto traguardi modesti in termini di progetti realizzati e di risultati. Per raggiungere i propri obiettivi, è necessario che l’UE adatti il nuovo fondo per l’innovazione. Nel 2009, l’UE ha varato due importanti programmi di finanziamento nel campo della cattura e dello stoccaggio del carbonio (CCS) e delle fonti rinnovabili innovative: il programma energetico europeo per la ripresa (EEPR) e il programma NER300 (Riserva 300 per i nuovi entranti). Con un obiettivo globale di spesa di 3,7 miliardi di euro, entrambi i programmi hanno stabilito valori-obiettivo ambiziosi per la cattura e lo stoccaggio del carbonio e le fonti rinnovabili innovative. Nell’ambito dell’accordo di Parigi del 2015, l’Unione europea si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra almeno del 40 % entro il 2030, cercando al contempo di realizzare un’economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050.

Gli auditor della Corte hanno esaminato la concezione, la gestione e il coordinamento di entrambi i programmi e valutato se avessero realizzato i progressi attesi nel contribuire alla diffusione commerciale delle tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio e delle fonti rinnovabili innovative. Hanno quindi compiuto visite di audit presso alcuni progetti in Germania, Spagna, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito.

Dai controlli è emerso che l’EEPR ha contribuito positivamente allo sviluppo del settore dell’energia eolica in mare, ma che non ha concretizzato le proprie ambizioni in materia di cattura e stoccaggio del carbonio. Nel frattempo, il programma NER300 non ha realizzato alcun progetto di successo per la cattura e lo stoccaggio del carbonio e ha compiuto scarsi progressi nel sostenere i progetti di dimostrazione per un più ampio ventaglio di tecnologie innovative nel settore delle energie rinnovabili.

“L’UE si sforza di porsi come leader mondiale nella lotta al cambiamento climatico”, ha dichiarato Samo Jereb, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione. “Per poter raggiungere i propri obiettivi, deve saper trarre insegnamento dai fallimenti del passato, progettare migliori meccanismi per fornire sostegno alle tecnologie innovative a basse emissioni di carbonio e garantire la piena rendicontabilità per le risorse pubbliche utilizzate per far fronte a questa sfida".

Entrambi i programmi – osserva la Corte – hanno risentito di condizioni di investimento avverse. L’incertezza delle strategie e dei quadri normativi ha ostacolato o ritardato i progressi di molti progetti innovativi nel campo delle energie rinnovabili e della cattura e dello stoccaggio del carbonio. La relazione pone inoltre in evidenza il ruolo fondamentale svolto dai prezzi di mercato del carbonio, volatili e inferiori alle previsioni, dopo il 2011 nel fallimento della diffusione delle tecnologie di cattura e di stoccaggio. La Corte ha riscontrato che l’architettura del programma NER300 ha limitato la capacità della Commissione e degli Stati membri di rispondere efficacemente al mutare delle circostanze. La selezione dei progetti e i processi decisionali erano complessi e altre caratteristiche progettuali hanno limitato la flessibilità del programma. La Corte osserva che occorre migliorare considerevolmente il coordinamento per accrescere la coerenza e apportare maggior chiarezza. Essa esprime inoltre preoccupazione per la scarsa chiarezza delle disposizioni in materia di controllo finanziario e rendicontabilità per il programma NER300. I fondi per questo programma non sono transitati dal bilancio di previsione dell’UE e non sono iscritti nel bilancio dell’UE.

L’UE si sta preparando a varare nel 2021 il fondo per l’innovazione, per contribuire ad accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Alla luce di quanto precede, la Corte raccomanda alla Commissione europea di:
• accrescere il potenziale per un efficace sostegno dell’UE a tali progetti; 
• migliorare le procedure decisionali e di selezione dei progetti per il prossimo fondo per l’innovazione e garantirne la flessibilità nella risposta agli sviluppi esterni; 
• rafforzare il proprio coordinamento interno per rendere più coerente e mirato il sostegno dell’UE; 
• assicurare il rispetto dell’obbligo di rendiconto per il fondo di innovazione e il programma NER300.

Tommaso Tautonico
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