05/10/2016 - 10:24

Clima, Parlamento Ue ratifica accordo di Parigi. Galletti Italia in prima fila per lotta ai cambiamenti climatici

Con 610 voti favorevoli 38 contrari e 31 astenuti il Parlamento europeo ha ratificato l'accordo di Parigi per la lotta ai cambiamenti climatici.
 
 
Con 610 voti favorevoli 38 contrari e 31 astenuti. il Parlamento europea ha ratificato l'accordo di Parigi per la lotto ai cambiamenti di pace. Con il via libera da parte della plenaria il trattato potrà 
essere operativo raggiungendo la quota di 55 Paesi responsabili del 55% delle emissioni globali, requisito indispensabile per renderlo vincolante. Adesso spetta ai singoli Stati passare all'azione. Solo sette hanno già completato la procedura di ratifica: Ungheria, Francia, Slovacchia, Austria, Malta, Portogallo e Germania che complessivamente rappresentano il 5% delle emissioni globali. 
 
"Con l'approvazione del decreto di ratifica dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici da parte del consiglio dei ministri, l'Italia ha fatto un altro importante passo avanti sul percorso della lotta al surriscaldamento globale" ha commentato il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti. "Il nostro paese, sin dalla conferenza di Lima del 2014 dove abbiamo guidato la delegazione europea, e poi a Parigi nel dicembre scorso, ha dato un contributo convinto ed efficace per il raggiungimento di un accordo che si aspettava da anni e che serve a tutelare il pianeta e l'umanità che lo abita" ha continuato Galletti. 
 
"A Bruxelles nei giorni scorsi in sede di consiglio dei ministri dell'ambiente abbiamo ratificato come Unione Europea, adottando una procedura straordinaria, l'accordo di Parigi. L'Italia ha fortemente voluto questa soluzione che serve ad arrivare alla Cop 22 in Marocco forti e uniti" ha aggiunto il ministro. "Stiamo cambiando il mondo, anche quello delle relazioni internazionali. Basti pensare che per fra la firma e l'entrata in vigore dle protocollo di Kyoto passarono 8 anni, dalla firma all'entrata in vigore dell'accordo di Parigi passeranno solo 10 mesi" ha concluso il ministro. 
 
"Ora che l'Accordo è stato approvato dal Parlamento Europeo, il Consiglio dell'Ue dovrà adottare tutte le misure necessarie affinché i singoli Paesi membri, insieme ai 7 che hanno già ratificato, possano depositare entro il 7 ottobre gli strumenti di ratifica alle Nazioni Unite a New York. L'Italia, però - invece di essere tra i primi sarà come al solito il "fanalino di coda" ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell'Ambiente. "Nella scorsa conferenza stampa che ho organizzato alla Camera dei deputati, insieme ai rappresentanti delle associazioni ambientaliste, avevamo chiesto al nostro Governo di ratificare entro 10 giorni, ma probabilmente ci riuscirà solo a fine anno, sebbene un disegno di legge di ratifica sia un atto semplice e dovuto e il Parlamento europeo abbia esortato a depositare all'Onu gli strumenti di ratifica prima della fine dell'anno. Saremo così in ritardo rispetto alla Cop22 che si terrà a novembre a Marrakech e al resto dei Paesi europei" ha concluso Pecoraro Scanio. 
Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

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