15/06/2017 - 18:43

Cambiamenti climatici: la Cina rinnova l'impegno preso a Parigi

Il Ministro della Protezione Ambientale della Repubblica Popolare Cinese, Li Ganjie, ha accolto positivamente l'esito del G7 Ambiente, rinnovando l'impegno del suo paese agli Accordi sul clima di Parigi.
“La Cina ha preso atto dell’esito del G7 Ambiente di Bologna apprezzandone il risultato e ha rinnovato la sua volontà di continuare sulla strada dell’impegno definito con l'accordo di Parigi”. 

Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, incontrando a Pechino Li Ganjie, ministro della Protezione Ambientale della Repubblica Popolare Cinese. Il Ministro Galletti è a Pechino in questi giorni per incontri bilaterali e per la promozione di rapporti commerciali tra aziende italiane e cinesi impegnate in campo ambientale. Il ministro ha ricordato nel suo intervento “l’impegno della Cina per l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile e l’iniziativa ‘One Belt, one road’”, che – ha ricordato il ministro – “ha una particolare importanza per l’Italia, non solo per le ragioni storiche legate alla ‘Via della Seta’, della quale il porto di Venezia è stato spesso indicato come il terminale europeo, ma anche per il suo ruolo di ponte geografico e culturale tra Europa e Oriente”.

“L’Italia – ha aggiunto Galletti - possiede un grande know-how in tema di infrastrutture, tecnologie e politiche nel settore ambientale, specie sull’inquinamento, la green economy e le energie rinnovabili. Le nostre piccole e medie imprese – ha aggiunto – sono in grado di contribuire in maniera significativa alla nostra cooperazione”. Il ministro ha inoltre presentato all'omologo cinese la Strategia Energetica Nazionale, da lunedì in fase di consultazione: "L'Italia - ha detto Galletti - si pone come un modello di transizione verso la decarbonizzazione e l'efficientamento energetico".

Italia e Cina hanno firmato due protocolli di intesa. Il primo, sottoscritto dai rispettivi ministri, prosegue e rafforza la cooperazione tra le parti nel settore della protezione ambientale e dello sviluppo sostenibile: in particolare su temi quali l’inquinamento atmosferico, quello delle acque e del suolo, la “capacity building”, la politica e la normativa ambientale, l’implementazione degli accordi multilaterali. Ciò avverrà attraverso lo scambio di esperienze al più alto livello, di informazioni e delle migliori pratiche, la definizione di progetti congiunti e la promozione della partecipazione del settore privato nell’ambito della cooperazione.

Un secondo protocollo, siglato per la parte italiana dal Direttore generale per lo Sviluppo sostenibile Francesco La Camera e per quella cinese dal Consiglio Cinese per la Cooperazione Internazionale su Ambiente e Sviluppo (CCICED) nella persona del Direttore Generale del dipartimento Guo Jing, prevede di proseguire il partenariato strategico per “rafforzare la cooperazione in campo ambientale e di sviluppo verde, facilitando lo sviluppo di una società in grado di risparmiare risorse e rispettare l’ambiente in Cina”: i settori strategici sono “l’energia e il cambiamento climatico, la governance ambientale, lo sviluppo ambientale ed economico, le imprese e i meccanismi di mercato”.
Tommaso Tautonico
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