11/11/2016 - 11:25

Cambiamenti climatici: il presidente Trump una minaccia per l'ambiente?

Il riscaldamento globale non è una grave minaccia

La nomina di Myron Ebell, lobbista noto per il suo pensiero sui cambiamenti climatici, nella squadra che gestirà la transizione verso la Casa Bianca conferma i timori emersi durante la campagna elettorale.
energia rinnovabile
Dopo l'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d'America, la possibilità di una inversione di tendenza rispetto all'amministrazione Obama su politiche climatiche e fonti di energia rinnovabili potrebbe diventare certezza. Il pensiero di Ebell sul riscaldamento globale è molto semplice: "non è una grave minaccia, anzi è un concetto creato da e per i cinesi allo scopo di rendere non competitiva l'industria manufatturiera degli Stati Uniti". Ebell è un lobbista noto per la sua posizione su cambiamenti climatici, energia rinnovabile e politiche ambientali; è a capo del Center  for Energy and Environment e del Cooler Heads Coalition. Il primo è un istituto di ricerca finanziato tra gli altri da ExxonMobil e dalla fondazione dei fratelli Koch, più volte accusati di aver violato ogni normativa ambientale. Il secondo è un'organizzazione che racchiude numerose associazioni che contestano l'allarmismo sul riscaldamento globale.

In un'intervista rilasciata a nationageographic.com, Ebell dichiara "di non poter fare dichiarazioni sul processo di transizione, né sulle future politiche ambientali dell'amministrazione Trump. Il neopresidente ha fatto diverse promesse, in diverse occasioni, sull'energia e sul clima, e credo siano abbastanza chiare". In controcorrente rispetto a tutti gli studi scientifici, secondo Ebell è impossibile valutare con certezza il peso delle attività umane sul processo di riscaldamento globale a cui stiamo assistendo. Gli effetti saranno evidenti tra uno o due secoli e nel frattempo bisogna garantire il più ampio accesso a tutte le fonti di energia rinnovabile o combustibili fossili possibili.

La preoccupazione a livello internazionale è alta, Obama è stato uno dei firmatari della COP21 di Parigi e si è impegnato a ridurre entro il 2025 le emissioni di gas serra del 30 per cento rispetto ai livelli del 2005. Durante la campagna elettorale Trump ha chiaramente detto di voler "cancellare" il trattato. Bisognerà attendere per capire quale direzione prenderanno le scelte su politiche energetiche ed energia rinnovabile. Se Trump deciderà di non dare seguito all'accordo di Parigi altri paesi potrebbero seguire il suo esempio. Un effetto domino che potrebbe creare non pochi problemi all'ambiente.

fonte foto: lineadiretta24.it
Tommaso Tautonico
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