26/10/2016 - 11:36

Cambiamenti climatici, COP22: appuntamento a Marrakech dal 7 al 18 novembre prossimi

Si terrà a Marrakech, in Marocco, dal 7 al 18 novembre 2016 la prossima Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP22).
 
La nuova riunione verterà ovviamente sui temi relativi alle sfide poste in essere dai fenomeni legati al cambiamento climatico, che andranno dalla decarbonizzazione dell'economia alle strategie di adattamento. Ovviamente al centro della riunione ci sarà l'attuazione di quanto previsto dall'accordo di Parigi, COP21, che prevede di contenere l'aumento della temperatura media del pianeta nel secolo in corso ben al di sotto della soglia di 2° C. rispetto all'era preindustriale, perseguendo l'obiettivo del limite di 1,5 °C.
 
L'accordo pone inoltre l'accento su due concetti fondamentali: la differenziazione e la finanza per il clima. La prima è intesa come la possibilità che gli obblighi dei Paesi che aderiscono al nuovo regime debbano essere formulati tenendo conto delle diversità delle realtà ambientali ed economiche e dell'evolversi delle mutate circostanze nazionali presenti e future.. Il compromesso raggiunto a Parigi pur confermando, con diverse sfumature a seconda se si tratti di mitigazione, finanza e adattamento, il ruolo guida dei Paesi industrializzati, amplia a tutte le Nazioni che ratificano l'accordo l'obbligo (azioni di mitigazione) e l'opportunità (finanza per il clima) di contribuire agli sforzi messi in campo, in funzione del loro stadio di sviluppo. Quanto in particolare alla "la finanza per il clima" l'obiettivo è quello di bilanciare gli impegni richiesti e il supporto finanziario garantito a favore dei Paesi in via di sviluppo. I Paesi industrializzati hanno confermato e rinnovato i propri impegni a favore di quelli in via di sviluppo fino al 2025, quando questi impegni saranno nuovamente rivisti e aggiornati alla luce dei cambiamenti nel frattempo intercorsi. Nell'accordo è inoltre previsto un sistema di rendicontazione degli sforzi intrapresi e dei risultati raggiunti dai singoli Paesi. 
 
"Il nuovo regime che abbiamo adottato a Parigi, pur confermando il ruolo guida dei paesi industrializzati, con diverse sfumature a seconda se si tratti di mitigazione, finanza e adattamento, amplia a tutti i paesi che ratificheranno l'accordo l'obbligo e l'opportunità di contribuire agli sforzi messi in campo in funzione del loro stadio di sviluppo" ha detto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti chiedendo al Parlamento italiano di rafificare nel più breve tempo possibile l'accordo di Parigiproprio in vista della prossima riunione della COP22. 
Rosamaria Freda
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