01/01/2013 - 01:00

Buste in plastica al bando, ma perchè quelle eco costano tanto?

250 miliardi di microframmenti di plastica contaminano il Mediterraneo, rifiuti minuscoli ingoiati dal plancton che, a sua volta, viene mangiato dai pesci che potrebbero poi finire nei nostri piatti. Cosi' i primi dati della spedizione "Mediterraneo in pericolo", portata avanti da un'equipe di ricercatori provenienti da una dozzina di laboratori universitari europei.
A livello mondiale si e' aperto da tempo un fronte nell'emergenza inquinamento: i rifiuti di plastica (centinaia di milioni di tonnellate) finiti a galleggiare o in fondo agli oceani in tutto il mondo, che rilasciano sostanze tossiche in grado di danneggiare seriamente la vita in fondo al mare. E' l'allarme lanciato da uno studio condotto dalla piu' grande università del Giappone, la Nihon University, che per la prima volta associa le buste di plastica non solo al rischio di soffocamento per gli animali che le ingeriscono, ma anche alla possibilita' concreta del lento rilascio di sostanze tossiche in mare.

La plastica si decompone nel mare emette una serie di sostanze chimiche, come il bisfenolo A e sostanze a base di polistirolo (PS), che non si trovano naturalmente. In particolare il bisfenolo A e' gia' noto per causare uno squilibrio del sistema ormonale degli animali. Inoltre, la plastica in mare rilascia monomeri cancerogeni. Ben venga, quindi, il bando per le buste di plastica dal 1 gennaio di quest'anno, che e' arrivata dopo l'ennesima proroga. Bene ha fatto la ministra dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ad insistere perche' la scadenza fosse rispettata. Se ai consumatori verranno spiegati motivi di tale decisione saranno ben contenti di rinunciare alle buste di plastica per tornare (cioe' per andare avanti) a quelle di tela o ai carrelli.

Ma ci domandiamo perche' i nuovi sacchetti ecologici devono costare cosi' cari. Alcuni negozi li vendono anche a 10 centesimi l'uno. Il motivo lo conosciamo ed e' l'abituale speculazione che i commercianti fanno su un prodotto che, in quanto molto pubblicizzato, e' piu' richiesto dai consumatori. I commercianti speculino pure come credono, ma e' bene che sappiano che oggi il consumatore e' un cittadino consapevole e informato che, di fronte, all'inutile speculazione, non solo puo' portarsi la borsa da casa, ma anche decidere di fare spese altrove che non nei negozi di speculatori.
Marilisa Romagno
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