23/11/2021 - 18:09

Black Friday, WWF: la sopravvivenza degli animali non è scontata

Il Black Friday, giorno di sconti irripetibili nato in America che segna l'inizio dello shopping natalizio, è vicino e tanti saldi stanno già piovendo su di noi a gran velocità. La sopravvivenza degli animali, però, non è scontata. Negli ultimi 50 anni il nostro mondo è stato trasformato dall’esplosione del commercio globale, dei consumi e della crescita della popolazione umana, oltre che da un grandissimo incremento dell’urbanizzazione. Queste tendenze di fondo stanno portando al degrado della natura e al sovrasfruttamento delle risorse naturali ad un ritmo senza precedenti.

elefanti

Proprio in vista del Black Friday, il WWF lancia l’allarme attraverso un video che vuole smuovere le coscienze, concentrando l’attenzione su tre specie iconiche protagoniste di un grave crollo negli ultimi anni e oggi in pericolo. In soli 3 anni il numero di koala è diminuito del 30%, negli ultimi 20 anni è stata registrata una perdita del 20% di leopardi delle nevi e non se la passano meglio gli elefanti africani, che in un decennio sono calati del 20%. In natura restano gli ultimi individui di queste specie simbolo, che possiamo salvare dall’estinzione solo attraverso importanti progetti e sforzi di conservazione. Con l’adozione simbolica di uno di questi animali sul sito wwf.it/adozioni ognuno di noi può fare la propria parte e sostenere i progetti WWF che li tutelano. Questa è la vera occasione da non perdere.

Koala: - 30% in soli tre anni. Il koala, (Phascolarctos cinereus), la specie simbolo della fauna australiana, è ora in declino nell'Australia orientale. Questo marsupiale, un tempo abbondante nelle foreste di eucalipto del continente, è stato decimato dalla perdita di habitat, dalla diffusione di malattie e da eventi climatici estremi negli ultimi anni, che hanno causato periodi di siccità e incendi fuori dal comune. Dopo i drammatici incendi dell’estate 2019/2020 in Australia, si stima che anche circa 60.000 koala abbiano subito gli effetti di questi eventi. Le peggiori perdite si sono avute a Kangaroo Island, con altri 40.000 koala potenzialmente colpiti. Poi è toccato alle foreste di Victoria, nelle quali vivevano 11.000 individui. Altre preziose popolazioni di koala sono state colpite dal fuoco nel New South Wales, dove si stima che 8.000 koala siano rimasti coinvolti negli incendi, uccisi o feriti. A seguito degli incendi 2019-2020 si stima una riduzione del 72% nel numero di koala in sei località della costa settentrionale dell’Australia. In generale, fra il 2018 e il 2021, si stima una riduzione del 30% della popolazione dei koala. Il WWF non si è mai fermato nella sua battaglia per la tutela della specie e all’interno del piano di rinascita “Regenerate Australia” ha creato il progetto KOALAS FOREVER, che ha l’obiettivo di raddoppiare il numero di koala sulla costa orientale dell'Australia entro il 2050, supportando la ripresa delle popolazioni residue della specie all'interno del cosiddetto “Triangolo dei Koala”. Oltre alla costruzione di nuove cliniche veterinarie, il progetto prevede il ripristino dell'habitat del koala, e altre risorse saranno utilizzate per l’utilizzo di cani in grado di individuare con il loro fiuto i koala feriti e per la mappatura genetica, indispensabile per studiare il flusso genico tra le popolazioni di koala e il loro stato di salute. Sono ancora continue le minacce per i koala, primi fra tutti gli effetti del riscaldamento globale, che aumenta da un lato la frequenza e l’estensione degli incendi boschivi nei periodi di siccità, e dall’altro riduce la qualità delle foglie di eucalipto, che rappresentano la quasi totalità della dieta del koala. Gli incendi hanno distrutto grandi estensioni forestali: ogni anno tra 300.000 e 500.000 ettari di foresta nativa e boschi vengono infatti abbattuti in tutta l'Australia. 
 
Elefanti di foresta: – 20% in 10 anni. Oggi in Africa sopravvivono meno di 450mila elefanti. Nel 2021 l’IUCN per la prima volta ha inserito sia l’elefante di savana (Loxodonta africana) che quello di foresta (Loxodonta cyclotis) tra le categorie di rischio più elevato nella sua lista rossa: mentre l’elefante di savana è ritenuto “in pericolo”, quello di foresta è addirittura “in pericolo critico”. Oltre alla crisi climatica, alla siccità,e alla perdita di habitat, le minacce più importanti per i pachidermi sono legate alla domanda di avorio e ai conflitti con le popolazioni locali. Il bracconaggio, in particolare, è aggravato anche dalla sempre più diffusa presenza di gruppi terroristici, che spesso gestiscono il commercio illegale di parti di animali selvatici, importante fonte di guadagno per queste organizzazioni criminali. Si stima che il bracconaggio uccide ogni anno circa 27.000 esemplari di elefanti africani (l'8% della popolazione complessiva) a causa del commercio illegale di avorio, alimentato dalla criminalità organizzata globale e sostenuto dalla grande domanda proveniente dai paesi asiatici. Solo negli ultimi dieci anni, gli elefanti africani sono diminuiti di oltre il 20%. La situazione appare ancora più drammatica se si guarda alle foreste africane: in quattro paesi dell'Africa centrale, le popolazioni di elefante di foresta sono diminuite di circa il 66% negli ultimi anni. Triste primato alla Selous Game Reserve (inserita dall'Unesco tra le aree World Heritage a rischio) con oltre il 90% degli elefanti sterminati negli ultimi 40 anni a causa dell'aumento del bracconaggio. Qui, la popolazione è passata dai 110.000 agli attuali 15.200 individui. Il WWF è in prima linea per la tutela degli elefanti, in primis attraverso la lotta al bracconaggio. In alcune riserve, grazie a un'accurata gestione, la popolazione dei pachidermi è addirittura cresciuta negli ultimi anni. Ma senza il lavoro quotidiano e costante dei progetti di conservazione portate avanti da realtà come il WWF, rischiamo di perdere per sempre questa specie iconica.

Leopardo delle nevi: -20% in 20 anni. Lo chiamano il “fantasma delle montagne” ed è uno dei felini più rari al mondo: oggi si stimano fra i 3600 e i 7000 leopardi delle nevi liberi in natura. Nonostante il suo carattere estremamente elusivo, il leopardo delle nevi è stato cacciato per anni per la sua stupenda pelliccia, particolarmente preziosa sul mercato. Oltre al bracconaggio, anche i conflitti con le comunità locali e la distruzione dell’habitat minacciano costantemente la sopravvivenza di questo elegante felino: in meno di 20 anni il numero di leopardi delle nevi è diminuito del 20%. Fra i pericoli che minacciano questo felino c’è innanzitutto il cambiamento climatico, che sta avendo impatti significativi sulle alte montagne himalayane, l’habitat del leopardo delle nevi e fonte d’acqua per decine di milioni di persone. Da anni il WWF è impegnato nel ridurre i conflitti tra questo predatore e le attività umane nelle aree rurali di montagna, promuovendo programmi di educazione e di sviluppo sostenibile. Grazie alle sue sedi nazionali e regionali, il WWF sta lavorando per fermare l’estrazione mineraria nelle aree dove vive questo raro felino, nel controllare il mercato illegale di pelli e sull’educazione allo sviluppo sostenibile. Per proteggere il leopardo delle nevi in Pakistan è nata anche una app per smartphone. Si tratta di una app che aiuta i ranger a registrare facilmente i dati raccolti sul campo: i ranger possono fare foto e video con i loro telefoni e, grazie al GPS, indicare i punti esatti degli avvistamenti e registrare le tracce. È anche grazie a sistemi come questo che il WWF in Pakistan aiuta il governo nella gestione dei progetti a tutela di specie e habitat.

credit photo: © Juozas Cernius WWF-UK

 

Tommaso Tautonico
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