29/09/2017 - 12:42

Asvis: Italia fra le ultime in Europa per sviluppo sostenibile. E' ancora possibile cambiare rotta?

Il Rapporto dell'Asvis, l'Alleanza per lo sviluppo sostenibile riporta dati negativi per l'Italia in tema di sviluppo sostenibile. Nonostante la ripresa economica, il nostro paese è ancora al palo e lo sarà per i prossimi anni se non intervengono politiche integrate.
sviluppo sostenibile
Dal Rapporto dell'Asvis, l'Alleanza per lo sviluppo sostenibile emerge che "L'Italia non è su un sentiero di sviluppo sostenibile e la ripresa economica, da sola, non risolverà i problemi" che ci vedono "tra i Paesi europei con le peggiori performance economiche, sociali e ambientali".  Secondo il Rapporto l'Italia non è in linea con l'Agenda 2030 dell'Onu, nonostante i progressi degli ultimi tempi e nè tantomeno sarà in grado di centrare i target del 2020 o 2030. Stando allo studio, se si va avanti di questo passo el 2030 l'Italia perderebbe anche un posto nella classifica dei Paesi, che già attualmente ci vede indietro: in Ue fanno peggio solo Grecia, Spagna e Repubblica Ceca. Cosa si potrebbe fare per invertire questa situazione? Cambiare si può con politiche integrate e non più settoriali.

Il portavoce dell'Asvis, Enrico Giovannini spiega: "La complessità e l'urgenza delle azioni necessarie richiede che la presidenza del Consiglio assuma il coordinamento della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, trasformando il Cipe in 'Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile', e che le forze politiche includano gli obiettivi nei propri programmi elettorali".
Ma il Rapporto registra anche miglioramenti per 9 target, come alimentazione, salute, educazione, uguaglianza di genere, infrastrutture, modelli sostenibili di consumo, riduzione dei gas serra, tutela dei mari e giustizia, ma rileva anche un sensibile peggioramento per 4 target come povertà, gestione delle acque, disuguaglianze di reddito e salvaguardia dell'ecosistema. La situazione resta statica per i restanti 4 target energia, occupazione, città sostenibili e cooperazione internazionale.

"L'Italia è in una posizione di non sostenibilità dal punto di vista economico, sociale, ambientale secondo i criteri fissati dall'Onu e sottoscritti dall'Italia nel settembre del 2015", spiega Enrico Giovannini. Ad esempio, "stiamo dieci anni indietro rispetto alle medie dell'Ue, quindi se continuiamo su questi trend tra dieci anni staremo dove è l'Ue adesso".
"Il Governo qualche mese fa ha pubblicato il primo Catalogo dei sussidi dannosi per l'ambiente e di quelli a favore: si tratta di 16 miliardi all'anno che lo Stato spende per agevolazioni che danneggiano l'ambiente, a fronte di 15 miliardi che invece vanno a vantaggio, con effetti quindi green. - continua a spiegare il portavoce Asvis. Insomma sono più i contributi che stiamo dando alle imprese per distruggere il nostro ambiente che quelli in aiuto."
Marilisa Romagno
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