10/07/2014 - 15:35

Arsenico nell'acqua: Commissione Ue apre procedura l'infrazione contro l'Italia

Fare chiarezza sulla situazione dell'acqua potabile nel nostro Paese, soprattutto nel Lazio, dopo i ripetuti allarmi legati alla contaminazione da arsenico e fluoro.
E' quanto chiede la commissione Europea che ha aperto oggi una procedura di infrazione contro l'Italia per la sua incapacità di garantire che le acque destinate al consumo umano siano conformi agli standard europei.
 
La contaminazione dell'acqua da arsenico e fluoro è un problema che affligge orami da tempo il nostro Pese, in particolare il Lazio. Secondo la direttiva comunitaria sull'acqua potabile, gli Stati membri sono tenuti a monitorare l'acqua utilizzata per il consumo umano attraverso alcuni indicatori e parametri microbiologici e chimici. Nel caso in cui vengano trovati alti livelli di arsenico o di altre sostanze inquinanti, gli Stati membri possono derogare alle soglie stabilite dalla direttiva per un periodo di tempo limitato, a condizione che non vi sia alcun pericolo potenziale per la salute umana, speiga la commissione Ue. 
 
E' possibile derogare per tre volte, ogni volta per un periodo limitato di tre anni, l'Italia non ha più deroghe a disposizione. Non solo. E' già passato più di un anno dalla scadenza delle terza deroga e il nostro Paese è in una situazione di violazione chiara di quanto previsto dalla direttiva visto che i valori limite previsti sull'acqua potabile non sono ancora rispettati in 37 zone, tra cui il Lazio, precisa il gruppo di lavoro. Proprio per questo motivo dunque, su richiesta del commissario per l'Ambiente Janez Potočnik, la commissione ha inviato una lettera di messa in mora al nostro Paese, prima tappa formale dell'avvio della procedura di infrazione.
Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

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