01/01/2013 - 01:00

Anche la pasta e' a rischio climatico

La pasta, il piu' tradizionale e conosciuto piatto Made in Italy, rischia di subire gli effetti del cambiamento climatico. Secondo un gruppo di scienziati, infatti, in Italia la coltivazione del grano duro potrebbe essere resa difficile dai cambiamenti climatici e quindi, per garantirne la produzione, il nostro Paese potrebbe essere costretto a importare dall'estero gli ingredienti necessari.
In un rapporto del servizio meteorologico britannico Met Office, capofila di un progetto europeo realizzato in 5 anni e con il coinvolgimento di 66 centri di ricerca in 20 paesi in tutta Europa (per l'Italia hanno partecipato l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), l'Arpa Emilia Romagna, il Cnr, l'universita' di Firenze e la Feem) si legge che i rendimenti di grano duro in Italia inizieranno a diminuire a partire dal 2020 e che il raccolto sara' quasi scomparso dal Paese entro questo secolo.
Inoltre viene evidenziato come "i cambiamenti climatici in questa regione, in particolare l'aumento della temperatura e delle precipitazioni in calo, potrebbe seriamente compromettere la resa del frumento".
Oggi ci sara' la presentazione ufficiale a Londra mentre dal 17 al 19 novembre 2009 a Exeter si svolgera' un convegno su questo tema il cui obiettivo e' analizzare la potenza dei vari supercomputer utilizzati da diversi gruppi di ricerca in tutta Europa per prevedere le variazioni climatiche e permettere ai ricercatori di generare proiezioni riguardanti il clima.
E uno degli obiettivi e' proprio prevedere come l'aumento delle temperature e le variazioni delle precipitazioni potrebbero influenzare la produzione alimentare.
L'Italia e' stata scelta come caso di studio, sia perche' e' uno dei principali produttori alimentari sia per il fatto che e' una nazione del Sud del Mediterraneo e quindi particolarmente vulnerabile agli aumenti di temperatura.
Lisa Zillio
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