12/05/2017 - 17:53

Ambiente: il rischio legato alle nuove etichette CLP è reale?

Dal prossimo primo giugno tutti i prodotti chimici sprovvisti delle nuove etichette di pericolo non potranno essere più vendute. Che fine faranno le giacenze dei vecchi prodotti?
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Il regolamento CLP - classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche pericolose è nato nel 2008 per uniformare la normativa europea al GHS, Sistema mondiale armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche. Questa normativa impone che dal prossimo 1 giugno tutti i prodotti chimici le cui confezioni non riportino la nuova etichettatura, non potranno essere più venduti. Migliaia di confezioni dovranno essere smaltiti in discarica, con un impatto sull'ambiente tutt'altro che trascurabile.

Secondo la Compag, l'associazione delle rivendite agrarie che sta provando a fare chiarezza a livello istituzionale attraverso il suo presidente, Fabio Manara: "Si tratta di una questione di forma, non di sostanza. La classica “X” diventa un “!”, il vecchio sfondo arancione viene sostituito con il bianco e il quadrato diventa un rombo. Non si passa da una situazione di mancanza di comunicazione della pericolosità del prodotto a una in cui si indicano maggiori precauzioni. Cambiano solo le modalità”.    

Nonostante il nuovo regolamento sia stato prorogato più volte (fino al 1 giugno 2015), non sono stati sufficienti 2 anni per smaltire le vecchie scorte di magazzino che rischiano di diventare una pericolosa bomba ecologica. Le operazioni possibili sono due: dare la possibilità di applicare sui vecchi prodotti le nuove etichette (azione non consentita) oppure "svendere" i vecchi prodotti proprio come avviene nei supermercati con i prodotti prossimi alla scadenza. Non ci resta che aspettare e vedere se la proposta di Compag di passare gradualmente alla nuova etichettatura verrà presa in considerazione.
Tommaso Tautonico
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