16/11/2015 - 14:26

Ambiente, dalla Terra dei fuochi alla bonifica di Bagnoli. Ecco i nuovi provvedimenti varati dal Cdm

Sono circa 900 i milioni di euro che il governo ha stanziato per mettere mano ad una serie di interventi, di natura ambientale, economica e sociale, fondamentali per il nostro territorio.
In particolare, l'ultimo Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che stanzia, tra l'altro, 50 milioni per bonificare l'area di Bagnoli, pronti già a partire dal 2015, e 150 milioni per la Terra dei fuochi che si aggiungono ai 150 per il 2016 e agli altrettanti per il 2017 già stanziati con la legge di Stabilità, per supportare la regione Campania che, con la supervisione di Anac, provvederà all'eliminazione definitiva della piaga delle eco-balle.
 
Circa 150 milioni andranno all'area Expo per finanziare il progetto del governo per il dopo Esposizione universale, 200 milioni sono stati stanziati per Roma e il Giubileo della Misericordia. Il finanziamento, per quanto riguarda la Capitale, interesserà l'accoglienza, il decoro, la mobilità, i trasporti e la sanità. Dieci milioni andranno a Reggio Calabria a sostegno dell'azione di risanamento di bilancio, 100 milioni al servizio civile, 50 milioni per il rifinanziamento del Fondo per le emergenze nazionali di protezione civile.
 
E ancora. Il decreto, ribattezzato dal premier Matteo Renzi "Happy days", stanzia 25 milioni per le graduatorie per quegli alloggi popolari che, per essere agibili, hanno bisogno di lavori di manutenzione, 100 milioni per finanziare gli impianti sportivi nelle periferie, 25 milioni per prolungare il tax credit per il cinema, 10 milioni per sostenere il piano governativo per l'export e la tutela del "Made in Italy" e 30 milioni per la continuità territoriale della Sardegna a favore dei collegamenti aerei dell'Isola con il continente.      
 
Ma non è tutto. Nell'ultima riunione il Consiglio dei ministri ha anche varato altri due decreti che stabiliscono il recepimento di altrettante direttive comunitarie in materia ambientale. Il primo decreto fissa quanto previsto dalla direttiva europea sulla classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele. Il provvedimento recepisce una direttiva che adegua precedenti provvedimenti al Regolamento dell'Unione europea, denominato GHS, che ha dato attuazione al sistema di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche delle Nazioni Unite. Al fine di proteggere lavoratori, consumatori e ambiente attraverso l'indicazione, sulle etichette, di qualsiasi potenziale effetto nocivo delle sostanze chimiche, le imprese sono chiamate, dunque, a classificare, etichettare e imballare le sostanze e le miscele secondo le nuove regole. 
 
Il secondo provvedimento stabilisce invece l'attuazione della direttiva Euratom che detta i requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano . La direttiva 2013/51/EURATOM del Consiglio del 22 ottobre 2013 prescrive i requisiti che devono possedere, ai fini della tutela della salute della popolazione, le acque destinate al consumo umano, relativamente alle sostanze radioattive sia di origine naturale (dovuta cioè al decadimento di atomi di isotopi radioattivi che si trovano normalmente in natura) che artificiale (dovuta cioè al decadimento di atomi di isotopi radioattivi prodotti da alcune attività tecnico-industriali). Il controllo delle acque, peraltro obbligatorio, effettuato attraverso il monitoraggio dei valori di parametro, viene svolto dalle Regioni attraverso un programma di controllo, approvato dal ministero della Salute, che garantisce la valutazione dei rischi per la popolazione e la adozione delle misure cautelative qualora il superamento di tali valori di parametro rappresenti un rischio per la salute. Il provvedimento consentirà di ottenere una serie di informazioni di monitoraggio coerenti e uniformi sul territorio assicurando così la conformità ai principi di radioprotezione. Il ministro della Salute, sentita la Conferenza Stato-Regioni, fornirà specifiche indicazioni operative per garantire uniformità e coerenza di applicazione del decreto nel territorio nazionale. Sono previste sanzioni amministrative pecuniarie per i gestori che non effettuano i controlli o che non ottemperano agli obblighi di comunicazione previsti. Spetterà alle ASL provvedere all'accertamento delle violazioni e alle Regioni e Provincie autonome definire le sanzioni.
Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

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