04/09/2013 - 15:30

Ambiente: dall'amianto a materie prime riutilizzabili

E' la Friulana Costruzioni Srl di Sedegliano la titolare del contratto di esclusiva recentemente sottoscritto con Chemical Center Srl di Castello d'Argile (Bo) per lo sviluppo del brevetto che permetterà di eliminare la tossicità delle fibre di amianto mediante disgregazione e reazione idrotermale con altri prodotti.
Sono in fase di avvio gli studi preliminari e di laboratorio per la successiva progettazione dell'impianto, questo il primo passo per trasformare un processo rimasto finora sperimentale in un innovativo brevetto industriale dagli straordinari benefici per la collettività: rendere inerte un rifiuto pericoloso. Solo 9 mesi fa l'annuncio di Chemical Center di una eccezionale scoperta: amianto e siero di latte, se fatti interagire tra di loro con un'innovativa tecnologia, possono essere eliminati e produrre materie prime commercializzabili senza dare alcun tipo di scarto. La notizia ha subito catturato l'attenzione di Alberto Steolo, titolare dell'azienda friulana: "E' stata un'intuizione: all'epoca eravamo impegnati nella costruzione del centro raccolta amianto a Pannellia di Codroipo, reso recentemente operativo, e con la consociata Friulana Ambientale eravamo già specializzati in bonifiche ambientali, è bastata qualche settimana per capire che l'abbinata sarebbe stata vincente e poco dopo abbiamo preso contatto per saperne di più".

"Quello che mi ha maggiormente entusiasmato del progetto - continua Steolo - è che non vi siano emissioni in atmosfera e che venga creato un alto valore aggiunto dalla trasformazione di due rifiuti abbinati insieme, nel nostro caso siero di latte e amianto. Ma non è finita qui, il siero è solo una delle materie in analisi di valutazione, non l'unica: siamo interessati anche ad altri scarti di lavorazione della filiera agricola aventi base acida, anche questo fa parte dello studio di fattibilità". L'avviamento ed implementazione a livello produttivo del processo sperimentale di questo innovativo brevetto permetterà finalmente di trasformare le fibre di amianto, considerate rifiuto pericoloso, recuperarle e riciclarle o riutilizzarle nel ciclo produttivo, rendendo lo scarto oltre che inoffensivo anche rivendibile.

Questa operazione rappresenta un segno tangibile della lungimiranza imprenditoriale delle imprese del nostro territorio e dell'attenzione prestata a innovazione, ricerca e sviluppo. Il partner scelto è infatti tra i più prestigiosi e attivi nella ricerca di ricadute sul mercato di idee nate nel contesto della migliore ricerca scientifica italiana di base e applicata; Chemical Center è spin off del dipartimento di chimica dell'Università di Bologna operante nel settore delle nanotecnologie e biotecnologie per la progettazione, sintesi e caratterizzazione chimico-fisica di nuovi materiali tecnologicamente avanzati cosiddetti "intelligenti" per applicazioni in diversi ambiti, tra cui quello della decontaminazione ambientale di metalli e composti tossici.
Tommaso Tautonico
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