29/10/2012 - 14:01

Ambiente: cresce lo smog nelle città italiane

Secondo i dati resi noti da Legambiente, nelle città italiane torna a crescere l'inquinamento atmosferico. La media delle polveri sottili, infatti, passa da 30 a 32 microgrammi per metro cubo.
Nel 2011 salgono a 17, contro i 6 dello scorso anno, i capoluoghi dove si registra un valore medio annuo di polveri sottili superiore al limite dei 40 microgrammi per metro cubo, previsto dalla direttiva comunitaria. Tra le peggiori città Verona, Milano, Torino e Monza. Per il Codacons la verità è che nel 2010 c'era stato un finto miglioramento legato solo alle eccezionali favorevoli condizioni climatiche. Infatti, gli ultimi 4 mesi del 2010 erano stati i più piovosi e ventosi degli ultimi 30 anni. Mai nel periodo settembre/dicembre, a partire dal 1980, la quantità e la continuità di pioggia, vento e perturbazioni erano state così intense come negli ultimi quattro mesi del 2010. Insomma, i sindaci ed i presidenti di regione italiani non hanno mai rispettato la legge e le direttive europee che, fin dal 1999, avevano fissato come obiettivo di non superare il valore limite dell'emissione di materiale particolato (PM10) di 50 µg/m³ per più di 35 volte all'anno e la media annua di polveri sottili di 40 µg/m3. Soglie entrate in vigore fin dal 1999, ossia ben 13 anni fa, anche se con un margine di tolleranza, ed entrate definitivamente in vigore dal 1° gennaio 2005. Eppure, nonostante siano passati tutti questi anni, le soglie non solo continuano ad essere abbondantemente superate, ma non ci sono nemmeno segnali di miglioramento. Ecco perché il Codacons chiede che le Procure della Repubblica perseguano per omissione d'atti d'ufficio (art. 328 cod pen) e getto di cose pericolose (art. 674 cod pen) tutti i sindaci delle città in cui sono stati superati i limiti di qualità dell'aria fissati dalla legge.
Tommaso Tautonico
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