17/12/2012 - 16:00

Alberi di carbonio per ridurre la Co2

Per ridurre i livelli di CO2 nell'atmosfera, un gruppo di ricercatori dell'Università di Edimburgo (www.edinburgh.ac.uk ), in Scozia, sta mettendo a punto quelli che si possono definire "alberi artificiali". Si tratta di sistemi in nanotubi di carbonio puro, additivato con altre sostanze chimiche in grado di attirare e intrappolare l'anidride carbonica.
Si calcola che una superficie di un solo metro quadrato contenente i nanotubi possa assorbire la stessa quantità di CO2 di una decina di alberi. Il vantaggio è che i nanotubi possono essere collocati anche in aree fortemente urbanizzate e cementate dove non c'è spazio per la vegetazione. In futuro versioni più grandi di queste unità potrebbero ad esempio trovare posto lungo le strade di città o sui tetti. I nanotubi di tali sistemi, ognuno dei quali ha sia diametro che lunghezza di circa un micron (1 micron = 1milionesimo di metro), assorbono il carbonio. Una volta saturi, i tubi "usati" vengono rigenerati da un rapido impulso termico prodotto da una sorgente di energia rinnovabile, ad es. una cella solare.

La CO2 può essere concentrata e stoccata in piccole bombole, da sostituire periodicamente una volta piene. Queste potrebbero essere confinate nel sottosuolo con la tecnologia CCS (carbon capture and storage), metodo a cui l'Università di Edimburgo sta lavorando attivamente. In alternativa la CO2 potrebbe essere trasformata in altre sostanze chimiche mediante innovative reazioni catalitiche. Per questi nanotubi in materiale altamente poroso i ricercatori stanno studiando una particolare struttura chimica, che assorba solo CO2, e non ad esempio vapore acqueo. In circa cinque anni si potrebbero produrre sistemi su scala commerciale. Il progetto, coordinato dalla Prof.ssa Eleanor Campbell, è finanziato dall'Engineering & Physical Sciences Research Council (EPSRC) (www.epsrc.ac.uk) del Regno Unito, il principale ente governativo britannico per la ricerca e gli studi nel campo dell'ingegneria e delle scienze e tecnologie fisiche.
Tommaso Tautonico
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