13/02/2017 - 12:04

Airgun, ministero Ambiente mette a punto documento su effetti fondali marini

Il ministero dell'Ambiente ha messo a punto un documento, ora all'esame del Parlamento, sugli effetti dell'utilizzo della tecnica dell'airgun sui fondali marini.

Il ministero dell’Ambiente ha predisposto un rapporto sugli effetti per l’ecosistema marino connessi all’uso di questa tecnica esplorativa che è stato appena trasmesso alle competenti commissioni parlamentari.
airgun
Ad annunciarlo è stato il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, che rispondendo nei giorni scorsi a un’interrogazione in commissione Ambiente di Montecitorio, ha spiegato come si tratti della prima relazione conoscitiva predisposta sulla base delle attuali conoscenze acquisite e redatta ai sensi del decreto legislativo 145/2005. Questo provvedimento che ha recepito, nell'ordinamento italiano, la direttiva con cui la Comunità Europea ha fissato standard minimi di sicurezza per le esplorazioni, la ricerca e la produzione di idrocarburi in mare con l'obiettivo di ridurre la probabilità di accadimento di gravi incidenti, di limitarne le conseguenze e di aumentare la protezione dell'ambiente marino.

Il rapporto, predisposto col supporto di Ispra, rappresenta la prima relazione conoscitiva sugli effetti dell'impegno della tecnica dell'airgun sull’ambiente marino. Ma non è tutto. La Velo ha anche annunciato l’istituzione di un gruppo di lavoro che avrà il compito, tra le altre cose, di sviluppare nuovi indirizzi specifici in materia di mitigazione degli impatti delle attività di airgun maggiormente rispondenti alle peculiarità ambientali delle regioni del Mediterraneo, che confluiranno in linee guida per gli utilizzatori di questa tecnica. Gli esiti delle attività del gruppo di lavoro “potranno costituire la base per un'apposita normativa di settore" ha detto il sottosegretario. 

L’airgun è una tecnica utilizzata per la ricerca di giacimenti di idrocarburi che serve ad ispezionare i fondali marini per capire cosa contiene il sottosuolo. L'ispezione avviene attraverso spari fortissimi e continui, ogni 5 o dieci minuti, di aria compressa che mandano onde riflesse da cui estrarre dati sulla composizione del sottosuolo. Spesso, però, questi spari sono dannosi al pescato, perché possono causare lesioni ai pesci, e soprattutto la perdita dell'udito.  
 
Ricordiamo che il divieto di utilizzare la tecnica dell’airgun in Italia è stato soppresso dalla legge sugli Ecoreati: nel corso dell’iter parlamentare del provvedimento l’Aula di Montecitorio aveva infatti eliminato il divieto di utilizzo dell'air gun nei nostri mari.
Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

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