05/06/2017 - 12:22

Air gun, petrolio: no alle trivelle norvegesi nei mari della Sardegna

La commissione Via-Vas del ministero dell'Ambiente ha respinto la richiesta, formalizzata da una società petrolifera norvegese, di avviare attività di air gun nel mare lungo la costa della Sardegna.

Non sarà possibile effettuare attività di prospezione geofisica, mediante la tecnica dell’air gun al largo della costa Nord Occidentale della Sardegna. A stabilirlo è stata la commissione tecnica Via-Vas del ministero dell’Ambiente che ha espresso parere negativo alla richiesta, pervenuta nel 2015, da parte della società petrolifera norvegese TGS-NOPEC intenzionata, appunto, a compiere questo tipo di attività lungo quella parte di costa sarda.
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Il ministero formalizzerà nelle prossime ore questa decisione con il decreto a firma del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che riprenderà il parere della Commissione di valutazione ambientale.


Ma non si tratta della prima decisione di questo genere: già nel 2015 infatti un’analoga istanza della società Schlumberger nella stessa area si era conclusa con un provvedimento negativo.


Ricordiamo che lair gun è una tecnica utilizzata per la ricerca di giacimenti di idrocarburi che serve ad ispezionare i fondali marini per capire cosa contiene il sottosuolo. L'ispezione avviene attraverso spari fortissimi e continui, ogni 5 o dieci minuti, di aria compressa che mandano onde riflesse da cui estrarre dati sulla composizione del sottosuolo. Spesso, però, questi spari sono dannosi al pescato, perché possono causare lesioni ai pesci, e soprattutto la perdita dell'udito.


Ovviamente sia la Sardegna che Corsica hanno accolto con grande soddisfazione lo stop alla richiesta da parte del ministero. "La nostra voce è stata ascoltata e siamo molto soddisfatti del parere negativo espresso dalla commissione tecnica Via-Vas del ministero dell'Ambiente per una prospezione geofisica con la tecnica airgun . Abbiamo aree marine dalla vocazione importante e prevalente rispetto agli interessi di società in cerca di un profitto ad alto impatto ambientale" hanno detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru e il presidente del Consiglio esecutivo della Corsica, Gilles Simeoni.


"La grande ricchezza delle nostre due isole è il patrimonio immateriale e ambientale e dobbiamo fare in modo che possano presentarsi al mondo in tutta l'integrità del loro straordinario paesaggio. Il nostro impegno comune va in questa direzione e applicheremo sempre il principio di precauzione perché impatti negativi non ne mettano a rischio il valore ambientale, culturale, turistico e sociale. La forte intesa tra Corsica e Sardegna ha rafforzato certamente la posizione condivisa, contribuendo a portare a casa il risultato sperato" hanno aggiunto i due presidenti.

Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

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