01/01/2013 - 01:00

Agricoltura mediterranea: Un impegno che produce pace e sviluppo

I giovani imprenditori di Agia-Cia allo "Young international forum": promuovere cooperazione tra le sponde del Mediterraneo rappresenta un passo importante per uscire dalla crisi economica e per incoraggiare una crescita sostenibile del settore primario.
La pace e lo sviluppo dei Paesi mediterranei passa anche per l'agricoltura. E sono proprio i giovani ad avere le carte in regola per interpretare al meglio la sfida della crescita e della competitività in un settore così strategico, soprattutto in questa delicata fase di crisi economica. Lo dicono gli imprenditori "junior" della Cia-Confederazione italiana agricoltori, partecipando al seminario sulla sostenibilità dell'area mediterranea, allo "Young international forum" di Roma. Nel nuovo scenario del Bacino mediterraneo, animato da una "Primavera araba" che ha dato lezioni di democrazia e uguaglianza, è auspicabile -osserva l'Agia-Cia- un "patto" tra i giovani agricoltori delle due sponde del Mare Nostrum, che sappia interpretare al meglio gli effetti della globalizzazione e dell'ampliamento dei mercati. Il settore primario, soprattutto se aprirà le porte a risorse giovani e fresche, può diventare un fattore di crescita fondamentale dotato di uno straordinario effetto moltiplicatore, in quanto è capace di "esportare" crescita economica nei paesi poveri.

Agricoltori europei e nord-africani -afferma l'Agia-Cia- devono puntare insieme alla sicurezza alimentare di questa area geografica e non solo. In vista di questo obiettivo, che è una delle priorità delle politiche mondiali, la parola d'ordine è 'aumento della produzione agricola'. Chiaramente nel rispetto della sostenibilità ambientale. Il che vuol dire: adeguate infrastrutture, reti di comunicazione, impianti di irrigazione adeguati, innovazione tecnologica e formazione. In questo senso a Bruxelles l'Agia-Cia rivendica la necessità di una politica veramente "comune", che distribuisca le risorse in modo equo in tutto il territorio dell'Ue. E ai capi di governo occidentali, inoltre, i giovani imprenditori dell'Agia-Cia chiedono, nel medio periodo, l'attuazione di politiche commerciali capaci di evitare squilibri produttivi e di regolarizzare i mercati internazionali, scoraggiando le speculazioni sul cibo, responsabili dell'aumento dei prezzi di beni di prima necessità come quelli alimentari. Una prospettiva a lungo termine invece è la trasparenza dei mercati e la creazione di scorte di cereali adeguate ai reali bisogni alimentari e nutritivi della popolazione mondiale.
Vesna Tomasevic
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